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FINANZA/ Sapelli: ecco i "nemici" dell'Italia da combattere con la manovra

Angela Merkel e Jean-Claude Junker (Infophoto) Angela Merkel e Jean-Claude Junker (Infophoto)

Ma guardiamo la parte piena del bicchiere. La manovra del resto si svolge nel problematico contesto della questione dei migranti e delle politiche dell’accoglienza. Il governo per affrontare tale problema richiede da Bruxelles una flessibilità che potrebbe ampliare il monte di risorse disponibile. La forchetta 27-30 miliardi è un campo di azione negoziale che si deve percorrere in lungo e in largo con orgoglio nazionale e competenza tecnica.

In questa luce, la Commissione - per mezzo della dichiarazione di Dombrovskis - ha perso ancora una volta l’occasione per tacere, ripetendo la litania che recita che le tasse i governi dovrebbero imporle secondo una filosofia omogenea dettata dal pensiero comune eurocratico di una tecnocrazia con scarsa capacità euristica. Insomma, un’altra catastrofica autoreferenzialità si è resa manifesta. Il governo fortunatamente ha risposto per le rime. Rispettati che siano i patti, è la sovranità nazionale a decidere la via da percorrere per raggiungere gli obbiettivi.

Insomma, a parer mio, la manovra è un importante passo innanzi. Ma un’Europa a trazione eurocratica non è più sopportabile. Affrettiamo il passo per modificare le regole europee. Se non lo fa il governo a farlo saranno i cittadini che si sentiranno sempre più nemici dell’Europa. E sarebbe un pericolo assai più grande di quanto non s’immagini!

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COMMENTI
20/10/2015 - quanto pesa un mattone! (Claudio Baleani)

La tesi secondo cui si può spostare la tassazione dal lavoro alla reddita e dunque sul mattone è stata un disastro e non poteva venire che dalla Germania. Non si è voluto considerare che gli italiani sono proprietari di case nell'83% dei casi e ci sono molti italiani che hanno più di una casa. Bloccare quel mercato significa anche bloccare ed azzerare i mezzi di garanzia dei crediti e dei prestiti, con immediate ripercussioni sugli investimenti, oltre che insolvenze a catena dei crediti concessi dalle banche. Adesso il mattone si vendica e finché non viene trattato bene non ci muoviamo. Allora dove li troviamo i soldi? Dal taglio della spesa e dalla diminuzione degli interessi sul debito, che si può fare aumentando l'inflazione e affidando il nostro debito alla BCE, sperando che il ciclo economico riparta.