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IV FORUM EUROASIATICO / Parte domani la tavola rotonda dell'UEEA a Verona, con Italia e Russia: un'occasione per ripartire

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Antonio Fallico, Presidente Associazione Conoscere Eurasia e Banca Intesa Russia  Antonio Fallico, Presidente Associazione Conoscere Eurasia e Banca Intesa Russia

Venerdì 23 ottobre invece interverranno Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico; Massimo Mucchetti, presidente della X Commissione permanente del Senato (Industria, Commercio, Turismo); Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale, la competitività e le pmi del Ministero dello Sviluppo Economico;  Paolo De Castro, coordinatore del gruppo S&D della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo;  Cesare Ragaglini, Ambasciatore d’Italia in Russia; Giovanni Bazoli, presidente Consiglio di sorveglianza Intesa Sanpaolo; Roberto Deambrogio, direttore Europa dell’Est di Enel SpA; Alberto Mazzola, responsabile Affari internazionali FS;  Alfredo Mariotti, direttore generale Ucimu - Sistemi per produrre; Francesco Profumo, presidente Iren Holding.
Ma che ruolo gioca in questo maxi evento di raccolta a Verona, organizzato da italiani e gestito con la soli a competenza delle varie associazioni sopraddette? Ormai sappiamo bene come le sanzioni, le controazioni e il calo del rublo in Russia hanno generato un arretramento pesante nel bilancio commerciale proprio tra il nostro Paese e le aziende russe. I dati sono pazzeschi: solo nel 2014 sono stati bruciati 5,3 mld di euro di interscambio, che ci ha fatto perdere molto più di più rispetto ai tempi della crisi degli scorsi anni, dove invece il bacino euroasiatico è quello che più di tutte ci ha tenuti a "galla". Le importazioni italiane dalla Russia sono scese a 16,2 mld di euro (-20%); l’export verso la Russia a 9,5 mld (-12%).(Fonte: dati Istat). A risentirne sono stati soprattutto i prodotti agroalimentari oggetto di sanzioni (-38%), i prodotti tessili e dell’abbigliamento e pelle (-16,4%), gli apparecchi elettrici ed elettronici, macchinari meccanici e mezzi di trasporto (-13,7%). L’export italiano verso la Russia registra un -28,9%, evidenziando un deficit di 1,3mld di euro rispetto allo stesso periodo del 2014 e di 1,8mld di euro sul 2013 (-35,7%). Complessivamente la caduta del rublo e le risoluzioni internazionali messe in campo con la crisi nel Donbass hanno contribuito a bruciare in 18 mesi quasi 10mld di euro di interscambio rispetto ai valori dei 18 mesi precedenti. Un gap difficile da recuperare tra due Paesi che avevano fatto della complementarietà la propria arma vincente sui mercati, registrando una crescita dal 2000 al 2013 del 327%. Nonostante la crisi, l’Italia rimane uno dei partner principali della Russia: nel 2014 e nel I semestre 2015 si conferma infatti al quarto posto nella classifica dei partner di Mosca a livello mondiale. L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Razov, a settembre ha evidenziato come da parte dell’alta dirigenza russa non ci sia alcuna intenzione di limitare la cooperazione con l’Italia: nonostante le spine della crisi l’Italia deve rimanere partner privilegiato della Russia. Una vera occasione per le imprese italiane che nonostante la crisi possono contare su questo reciproco rapporto di fiducia nonostante le sanzioni e che a livello europeo si è all'opera per risolvere questa situazione davvero imbarazzante, sotto tanti punti di vista. Il made with Russia può funzionare e continuare a farlo, con misure previste come un piano per le joint venture e incentivi che vanno dagli sgravi fiscali alla cessione gratuita degli impianti. Casi di successo sono già intrapresi da alcune aziende con investimenti nei settori del farmaceutico, metalmeccanico e aeronautico. In questo senso, molto interessante quanto accaduto di recente: L’Italia è il primo Paese dell’Ue ad aver ottenuto un “corridoio verde doganale” per l’esportazione delle merci e prodotti in Russia, in fase di concretizzazione. I benefici riguarderebbero la diminuzione dei costi delle merci e uno scambio di dati più veloce fra Agenzia delle Dogane e il Servizio doganale federale russo.



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