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FINANZA E POLITICA/ Così Renzi mette "un'ipoteca" sull'Italia

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Valdis Dombrovskis e Pier Carlo Padoan (Infophoto)  Valdis Dombrovskis e Pier Carlo Padoan (Infophoto)

La Commissione Ue inserirà sicuramente nelle raccomandazioni un giudizio formale sulla legge di stabilità italiana. Ci richiamerà quindi rispetto alla scelta di non incidere sul carico fiscale sul lavoro, bensì soltanto sulle imposte immobiliari. Queste critiche saranno ribadite, anche se non credo che significherà una bocciatura della nostra legge di stabilità.

 

Che cosa si aspetta invece dal voto in Parlamento?

La legge di stabilità doveva essere approvata dal Parlamento e trasmessa alla Commissione Ue entro il 15 ottobre, mentre in realtà il testo non c’è ancora. Nel frattempo le tasse su ville e castelli, di cui Renzi aveva annunciato l’abolizione durante una conferenza stampa, tornano a esserci.

 

Che cosa comporta questo cambiamento fuori tempo massimo?

Dal punto di vista della pratica legislativa è un cattivo segnale. Ciò però dimostra come tra Renzi e la minoranza del Pd ci sia una sorta di trattativa strisciante, per cui provvedimenti previsti e annunciati spariscono prima che il testo sia inviato a Parlamento e Quirinale. Non mi meraviglierei quindi se per esempio domani si decidesse anche di alzare il tetto dell’uso del contante a 2mila euro, anziché 3mila.

 

Uno dei capitoli più spinosi è quello delle clausole di salvaguardia. Senza tagli significativi alla spesa, come è possibile risolvere questo problema?

Per il 2016 sono cancellati 16,8 miliardi di clausole di salvaguardia. Nello stesso tempo è disinnescata una quota delle clausole di salvaguardia da 54 miliardi che erano già previsti per il 2017 e il 2018. Con una legge di stabilità espansiva e a deficit, disinnescare clausole di salvaguardia per 33 miliardi nel biennio successivo è comunque una grossa ipoteca sugli anni prossimi. È quindi un elemento di difficoltà in più.

 

(Pietro Vernizzi)



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