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FINANZA E POLITICA/ Così Renzi mette "un'ipoteca" sull'Italia

Pubblicazione:giovedì 22 ottobre 2015

Valdis Dombrovskis e Pier Carlo Padoan (Infophoto) Valdis Dombrovskis e Pier Carlo Padoan (Infophoto)

“Alcune azioni prese a livello di politica fiscale dall’Italia non sono in linea con le raccomandazioni generali” di Bruxelles che ha chiesto al nostro Paese di spostare il carico fiscale dal lavoro verso patrimonio e consumi. Lo ha affermato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, nel corso di un incontro ristretto con la stampa. Intanto con la manovra si è disinnescata una clausola di salvaguardia che avrebbe fatto scattare aumenti per accise e Iva da 16,8 miliardi. Restano però altre clausole simili per 33 miliardi relative a 2017 e 2018. Il commissario straordinario alla revisione della spesa, Yoram Gutgeld, in un’intervista al Corriere ha affermato che “per capire meglio gli obiettivi numerici precisi, dobbiamo prima vedere la crescita effettiva”. Ne abbiamo parlato con Guido Gentili, editorialista ed ex direttore de Il Sole 24 Ore.

 

Come andrà a finire la partita europea sulla legge di stabilità?

Ci sono alcuni elementi di forza del governo Renzi nei confronti dell’Europa. Il ministro Padoan ha una larga esperienza dei consessi internazionali e questo spiana la strada del negoziato. L’Italia inoltre è percepita come un Paese che ha fatto molte riforme. Il Jobs Act in particolare è stato molto apprezzato all’estero, ma anche la stessa abolizione del bicameralismo perfetto ha un impatto sul sistema economico in quanto snellisce il processo di approvazione delle leggi.

 

La manovra ha anche degli elementi di fragilità?

Sono molteplici. Gutgeld ha affermato che nel 2016 il debito potrà comunque scendere. Quello del debito è uno degli elementi più difficili in questo negoziato. La prevista diminuzione del debito è agganciata a una ripresa dell’economia e dell’inflazione, elementi entrambi molto aleatori. Gutgeld afferma che anche con un’inflazione vicina allo zero il rapporto debito/Pil inizierà a scendere, ma io non ne sono affatto convinto.

 

Per quali motivi?

Per Gutgeld basterà una crescita nominale dell’1,7%, ma anche questo obiettivo è veramente tutto da conquistare. Molte previsioni che riguardano l’espansione internazionale volgono al ribasso. È vero che l’Italia è tra i Paesi che dovrebbero crescere di più, e qualcuno azzarda la previsione che supereremo la stessa Germania. Il contesto internazionale sul dato dell’inflazione non è favorevole, nonostante il Quantitative easing della Bce. L’Italia in particolare non riesce a uscire dalla deflazione, e quindi le previsioni di Gutgeld sono davvero molto azzardate.

 

Quindi la Commissione Ue promuoverà o boccerà la manovra?


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