BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SCENARI/ Codogno: "Per l'Italia possibile un 2016 di svolta, credito ed emergenti le incognite"

Per Lorenzo Codogno, ex capo-economista del Tesoro, ci sono le premesse per un 2016 di svolta per l'Azienda Italia: credito ed emergenti le incognite. ANTONIO QUAGLIO

L'economista Lorenzo Codogno (Immagine dal web)L'economista Lorenzo Codogno (Immagine dal web)

"Lo scenario 2016 per l'Italia non è' negativo, anche se non mancano incognite: a cominciare dall'evoluzione della crisi dei paesi emergenti". Lorenzo Codogno, fino a pochi mesi fa capo-economista del Tesoro italiano, ha ribadito le sue previsioni sulla crescita italiana alla prima convention di Sheltia, nuovo broker assicurativo indipendente promosso da Alberto Maturi.

Un 2015 a +0,9% per il Pil italiano, un 2016 a +1,6%: queste le stime della LC Macro Advisors, la società di consulenza appena fondata da Codogno, che insegna ora alla London School of Economics. "Lo sviluppo del 2016 potrebbe essere migliore - ha detto - se la sofferenza corrente delle economie emergenti dovesse stabilizzarsi e rientrare. L'Italia d'altronde non è molto esposta su mercati come Sudafrica o Brasile".

L'Azienda-Italia ha dato segni di ripresa in ritardo rispetto ad altri paesi dell'area-euro, ma può ora beneficiare di alcuni drive importanti. Primo: il basso prezzo delle materie prime, soprattutto energetiche. Secondo: le politiche monetarie espansive avviate dalla Bce e in possibile prosieguo: utili sia al credito che al livello dell'euro (secondo Codogno una decisione potrebbe arrivare entro la fine dell'anno, ma non è escluso che Mario Draghi ne accenni già oggi dopo la riunione mensile del consiglio Bce). La manovra finanziaria messa in cantiere dal governo - ha notato Codogno - è marcatamente espansiva, seguendo peraltro anni di austerity imposta all'Italia da mercati e partner europei ("con inevitabili effetti prociclici", ha sottolineato l'economista).

Segnali decisamente interessanti vengono comunque dai consumi: gli ultimi - statisticamente - a risvegliarsi dopo una recessione e ora invece già in movimento. "Bisogna riconoscere che gli sforzi del governo sul terreno delle riforme stanno già sortendo effetti: l'occupazione sta già risalendo più del Pil e il reddito disponibile delle famiglie traina i consumi, mentre gli investimenti rimangono per ora piatti". Le premesse per un 2016 "di svolta" - dice Codogno - ci sono però tutte. Perché le imprese ripartano con gli investimenti - che potranno accelerare il calo della disoccupazione - è necessario tuttavia che i canali del credito siano ben oliati. Il Qe della Bce sta molto aiutando le banche italiane a rispondere adeguatamente a una crescente domanda di finanziamenti da parte delle imprese: potranno però pesare le ricadute attese dall'inasprimento dei coefficienti patrimoniali di vigilanza e soprattutto i problemi di avvio della "bad bank" che dovrebbe liberare i bilanci delle banche italiane di 200 miliardi di crediti in sofferenza.