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SPY FINANZA/ Le "scosse" che annunciano un terremoto sui mercati

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Signori, le nostre banche hanno in pancia 434 miliardi di titoli di Stato, avete idea di cosa possa succedere anche in caso di uno scostamento al rialzo non da terremoto? Giovedì, quando la Bce ha fatto capire che aumenterà gli acquisti, il rendimento del nostro Btp a 2 anni è sceso per la prima volta in negativo di 0,6 punti base, ovvero chi compra debito del Paese dove ogni giorno ci sono arresti per corruzione e dove il settore pubblico è splendidamente incarnato dai dipendenti del comune di Sanremo dovrebbe anche pagare per avere il privilegio di detenerlo! Ma dove siamo? Per carità, pensavo di averle viste tutte, ma la pericolosità di questo governo è qualcosa di senza precedenti, a partire dalla privatizzazione delle Poste appena lanciata. 

Stranamente, infatti, a fare la fila c'erano fondi stranieri con enorme vocazione speculativa, tra l'altro quello di Soros e se il buongiorno si vede dal mattino, il -30% in poco più di un anno in cui sono incappati gli azionisti di Fincantieri dovrebbe far pensare. Ma torniamo alla criticità globale, lasciando le miserie di questa povera Patria alle baggianate di Renzi, un premier così geniale da partire per una sorta di road-show con 80 persone al seguito in America Latina proprio nel momento in cui le economie emergenti sono in crisi nera! Un genio! Oppure, vista la farsa della Legge di stabilità, meglio fare come Marino e andarsene per un po' all'estero. 

C'è un ultimo dato che voglio darvi per cercare di farvi capire quale rischio di tempesta perfetta stiamo correndo. La scorsa settimana i prestiti per acquisti di automobili negli Usa hanno superato il trilione di dollari, insomma il mercato tira perché ti tirano letteralmente dietro i veicoli, anche se hai rating di credito pari a un senzatetto (ma Marchionne questo non lo dice quando magnifica i risultati di FCA). Non ci credete? Ora vi offro le cifre, ma c'è anche di peggio, perché a Wall Street è ripartita la macchina che portò al 2008: all'epoca erano le mortgage-backed securities legate ai mutui immobiliari, oggi sono i prestiti per le automobili. 

Da inizio anno e fino ai primi di settembre le finanziarie di Wall Street avevano emesso securities legate a prestiti per autoveicoli per un controvalore di 70 miliardi di dollari, +9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e 21 di quei 70 miliardi facevano capo a prestiti subprime. Di più, nella prima metà di quest'anno sono stati erogati qualcosa come 56,4 miliardi di finanziamenti per acquisti di auto, +13% su base annua e +181% rispetto al primo semestre del 2009. Ma ecco la perla finale: i prestiti subprime hanno pesato per il 20% del totale del comparto auto da gennaio a giugno di quest'anno, il livello più alto dal primo semestre 2008, ovvero prima che la festa finisse con il tonfo di Lehman Brothers. 


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