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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Le "scosse" che annunciano un terremoto sui mercati

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Ci siamo dentro con tutte le scarpe un'altra volta, ma con l'aggravante di un carico di debito maggiore, con i fondamentali macro peggiorati e con la Cina che non fa più da traino a un mondo in crisi, ma rischia di trascinarlo in un depressione globale, oltre che in una potenziale crisi finanziaria capace di trasformare il crollo del 2008 in una passeggiata nel parco in primavera. Il problema, poi, è che loro ragionano in prospettiva, mentre i danni ci sono già e sono di entità enorme. Solo nel terzo trimestre di quest'anno gli investitori hanno ritirato dai mercati emergenti qualcosa come 40 miliardi di dollari, il tasso di outflow più veloce dalla crisi finanziaria globale di sette anni fa, mentre l'indice benchmark Msci Emerging Markets negli ultimi tre mesi ha perso il 20%, un china che potrebbe portarlo quest'anno al più grande ritracciamento dal 2011, mentre i bond denominati in valute locali hanno perso il 6,6% in termini di dollari nel quarto trimestre e le valute di tutti i Paesi, dal Brasile al Sudafrica, sono crollate. E vogliamo parlare del dato sui prestiti cross-border rispetto all'export di quei Paesi? Per il Brasile, principale economia del Sudamerica e oggi ufficialmente in recessione, parliamo di qualcosa come il 56%! 

C'è poi una variabile che potrebbe rendere la situazione davvero esplosiva, ma nel vero senso del termine: uno dei mercati più esposti alla crisi valutaria in caso di rialzo dei tassi della Fed è la Russia, la quale ha sì aperto un fronte commerciale privilegiato con la Cina che ha mitigato un po' gli effetti delle sanzioni occidentali (ad esempio attraverso la vendita di petrolio), ma che quest'anno vedrà la sua economia contrarsi del 5% e ha le principali aziende, Gazprom in testa, che entro la primavera del 2016 dovranno fare roll-over sul debito in dollari. Vuoi dire che la Fed è così pazza da alzare i tassi per vincere la guerra che gli Usa stanno perdendo sul campo in Medio Oriente contro Mosca? 

Sarebbe una mossa semplicemente da kamikaze, ma non mi stupirebbe, perché quanto fatto venerdì da Pechino sui tassi non si discosta molto da questa categoria. Ormai siamo alla follia generale, sei anni di Qe senza fine e tassi a zero ci hanno portato a questo, al disordine finanziario totale e al disastro economico. Come uscirne? Qualcuno tra i grandi soggetti in campo deve soccombere per far sopravvivere gli altri. Non c'è altra via d'uscita in un mondo così interconnesso ai dati economici e ai rischi di controparte finanziari. Speriamo di non essere noi europei. 

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