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Economia e Finanza

GEO-FINANZA/ Sapelli: il "golpe" di Cina (e Uk) contro l'ordine mondiale

Xi Jiping (Infophoto)Xi Jiping (Infophoto)

Che questo sia vero lo conferma il fatto che la strategia cinese mira a creare nel Regno Unito un punto archetipale, il polo ultimo, nella nuova Via della Seta. E lo fa in alleanza con l'inconsapevole Francia che, nella sua esausta potenza imperiale che la conduce a uno stordimento strategico, si allea al Regno Unito in questo progetto, come dimostrano gli accordi siglati tra francesi, britannici e cinesi per costruire due centrali nucleari nel Regno Unito, e per iniziare a instaurare rapporti economici sempre più forti cementati anche dalla volontà britannica di permettere la convertibilità della moneta cinese su scala internazionale attraverso la piazza finanziaria di Londra, che in questo modo si porrebbe, ancor più fortemente, in competizione con Wall Street. 

Se si pensa che già le transazioni sul gas e sul petrolio tra la Russia e la Cina avvengono nella moneta cinese e non con il dollaro si comprende come anche l'ordine internazionale finanziario, basato sull'egemonia del dollaro, si avvii alla distruzione. Se si pensa, inoltre, che il 2016 sarà l'anno in cui scadono i quindici anni, dopo la fatidica data del 2001, quando si compì il misfatto di fare entrare la Cina nel Wto, e che quindi l'Ue dovrà sottoporre la Cina al cosiddetto esame di esser o no "Stato di mercato", ben si comprende allora la tragica centralità strategica di questi anni e di questa visita cinese nel Regno Unito, a maggior ragione se l'Unione europea concederà a una dittatura spietata, caratterizzata da un capitalismo monopolistico di stato terroristico, lo statuto di "Stato di mercato". In questo caso anche l'ordine economico internazionale che abbiamo conosciuto dopo la Seconda guerra mondiale si avvierebbe a distruzione. 

L'utopia britannica è quella di emergere da questa distruzione attraverso un'alleanza neo imperiale tra il giovane Commonwealth (tutto è relativo) e il vecchissimo Impero di Mezzo. Questo disegno neo-imperiale sino-britannico dovrebbe rispondere, da un lato, alla malattia virale di un'Europa dominata dalla deflazione tedesca, e, dall'altro lato, al declino che a molti pare inarrestabile degli Usa. Non a chi scrive, tuttavia, che spera che la crisi economica cinese in corso, che è ben più profonda di quanto non si creda, di fatto ostacoli questo tentativo. Purché non si aggiungano macerie a macerie.

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