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GIORNATA DEL RISPARMIO/ Acri-Ipsos: migliora la fiducia degli italiani (che ripartono del mattone)

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Giuseppe Guzzetti  Giuseppe Guzzetti

Scontentezza verso l’Euro, delusione verso l’Unione Europea non devono però indurre a ritenere che gli italiani non vogliano l’Europa: desiderano una “Nuova Europa”, e hanno in mente quali caratteristiche dovrebbe avere.

La Nuova Europa

Innanzitutto molti italiani ritengono che l’Europa stia riguadagnando in centralità sullo scacchiere internazionale: se solo tre anni fa il pendolo del futuro pareva spostarsi decisamente verso Est, a favore dei Brics e in seconda battuta degli Usa, ora la situazione appare differente. Dei Brics, solo la Cina mantiene le proprie posizioni di vertice nelle aspettative degli italiani, ma se nel 2012 il 60% la ritenevano tra i paesi più importanti per il futuro, ora il dato è sceso al 47%. Nel contempo gli Stati Uniti riprendono centralità, passando dal 34% al 42%, mentre al terzo posto risale l’Europa, dal 19% al 25%. L’attivismo russo invece non pare convincere del tutto gli italiani: rispetto a tre anni fa la Russia guadagna solo un punto percentuale (dal 15% al 16%).

L’Europa sembra offrire modelli di comportamento molto migliori di quelli di cui fanno esperienza i nostri concittadini, soprattutto riguardo a senso civico (migliore in Europa rispetto all’Italia per il 72% degli italiani), classe dirigente adeguata (per il 68% è migliore a livello del resto d’Europa), rispetto dell’ambiente (maggiore in Europa per il 63%). L’Italia appare più in linea con l’Europa per quanto riguarda la produttività (per il 46% è meglio in Europa, per il 50% è uguale o migliore in Italia), per la qualità della vita (40% meglio in Europa, 55% uguale o meglio in Italia), mentre l’Italia appare decisamente più attrezzata per quanto riguarda la capacità di risparmio (31% maggiore in Europa, 63% uguale o maggiore in Italia).

Gli italiani ritengono che se non ci fosse stato il percorso di integrazione europea l’Italia sarebbe più arretrata, con meno giustizia sociale, meno importante sulla scena internazionale, e forse un po’ più povera. Però sarebbe anche più libera. Otto anni fa la percezione a questo riguardo era opposta: cioè la maggioranza riteneva che senza l’integrazione europea l’Italia sarebbe stata meno libera; questo capovolgimento d’opinione insieme al ridimensionamento della percezione dei vantaggi derivanti da 50 anni di Europa unita dovrebbe indurre una riflessione in merito alladistanza tra le attese dei cittadini italiani e la risposta che a esse arriva dall’Unione Europea.

Gli italiani auspicano un’Europa che sappia soprattutto ridurre le diseguaglianze, tra paesi (economiche, fiscali, legali) e tra i cittadini (sulla distribuzione del reddito e sulla parità di genere); un’Europa anche più attenta ai cittadini, specie quelli più giovani, e alle imprese; un’Europa che investa in ricerca e sviluppo.



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