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GIORNATA DEL RISPARMIO/ Acri-Ipsos: migliora la fiducia degli italiani (che ripartono del mattone)

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Giuseppe Guzzetti  Giuseppe Guzzetti

Riguardo al futuro, il numero dei fiduciosi su un miglioramento del proprio tenore di vita è superiore a quello degli sfiduciati (13% gli sfiduciati, 26% i fiduciosi, saldo +13): un dato questo su cui incide il forte recupero di fiducia presso i giovani (18-30 anni) per i quali il saldo tra ottimisti e pessimisti raggiunge il livello di +23 (quasi il doppio dell’ottimo +12 del 2014), ma anche degli over 65 che, dopo otto anni di negatività, tornano in una situazione di equilibrio tra pessimisti e ottimisti.

Rispetto alla situazione locale prevale di poco il pessimismo: coloro che hanno poca fiducia superano di 1 punto percentuale i fiduciosi (24% vs 23%). C’è un generale ottimismo nel Nord Ovest (+7 punti di saldo tra ottimisti e pessimisti), nel Nord Est (+7) e nel Centro (+6), mentre il Sud denota pochissima fiducia nel territorio locale (-14 punti di saldo negativo riguardo al territorio, mentre riguardo all’Italia nel suo complesso il saldo nel Sud è positivo di +3).

Oggi più di 1 italiano su 3 è fiducioso sul futuro dell’Italia (36%), mentre gli sfiduciati sono il 27%: un saldo positivo di 9 punti percentuali a favore degli ottimisti che, unito al miglioramento del saldo dello scorso anno, evidenzia una tendenza di robusta crescita della fiducia nel Paese (l’anno scorso il saldo era ancora negativo, -15, ma già in forte miglioramento; due anni fa era -23).

Nel 2015, dunque, il saldo tra ottimisti e pessimisti passa da -15 dello scorso anno al +9 attuale: un miglioramento di 24 punti percentuali! Il 34% degli italiani ritiene che la situazione italiana rimarrà inalterata (il 3% non si esprime).

Registrano, invece, un ridimensionamento importante le attese riguardo all’andamento dell’economia mondiale: il 30% degli italiani sono ottimisti, il 22% pessimisti.

Riguardo all’Europa, il percepito dei nostri concittadini è tinto di chiaroscuri. Per quanto riguarda le prospettive economiche future continua a prevalerel’ottimismo, anche se i dati si dimostrano abbastanza statici: il saldo è positivo di 8 punti percentuali per i fiduciosi, attestati al 32%. Ma dal punto di vista politico, anche se nel 2015 coloro che hanno fiducia nell’Unione Europea (il 51%) rimangono maggioritari, si registra un 49% di italiani che non hanno fiducia; inoltre quelli che hanno una bassa fiducia (il 24%) sono molti di più di coloro che hanno grande fiducia (il 15%) e dal 2009 a oggi coloro che hanno fiducia sono arretrati di ben 18 punti percentuali.

 



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