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GIORNATA DEL RISPARMIO/ Acri-Ipsos: migliora la fiducia degli italiani (che ripartono del mattone)

Giuseppe Guzzetti Giuseppe Guzzetti

Una certa normalizzazione dello scenario economico del Paese induce sempre più italiani a concentrarsi sul presente, piuttosto che sul futuro, e ad avere un atteggiamento un po’ più rilassato rispetto ai consumi, soprattutto presso le classi medie e più abbienti, che oggi tornano a consumare, anche se in modo più cauto rispetto a prima della crisi. Le loro spese si indirizzano soprattutto verso elettronica e telefonia, prodotti alimentari e spese per l’auto. I diversi settori denotano comunque tutti un cambiamento di rotta che riduce la negatività.

Rimane ancora poco fruito il fuori-casa, anche se il saldo complessivo per viaggi e vacanze, pur negativo di -43 punti percentuali, è in netto miglioramento rispetto al dato di -54 del 2014. Così è anche per il comparto ristoranti, bar e pizzerie, la cui frequentazione negli ultimi 2-3 anni si è ridotta per il 51% degli italiani, mentre solo il 6% dichiara di averla incrementata e il 43% di averla tenuta costante: il saldo negativo tra chi ha incrementato e chi ha ridotto è di -45 punti percentuali, ma è meno negativo rispetto al -55 dell’anno scorso. Lo stesso vale per cinema, teatro e concerti, la cui frequentazione si è ridotta per il 48% degli italiani, con un saldo negativo tra incrementi e diminuzioni di -43 punti (era -51 nel 2014).

Anche vestiario, abbigliamento e accessori registrano un saldo negativo di -33 punti, ma è molto inferiore a quello del 2014 (-45 punti); così per libri, giornali e riviste, il cui saldo negativo passa da -28 a -20; per la cura della persona da -28 a -21; per i giochi e le lotterie, da -25 a -18.

Molto significativa è la riduzione di negatività nel settore dell’auto e dei trasporti, e le informazioni sulle nuove immatricolazioni nel 2015 sostengono l’evidenza: il saldo negativo passa da -22 punti a -6. Prodotti alimentari e per la casa ed elettronica e elettrodomestici evidenziano saldi poco problematici e molto migliori rispetto a quelli del 2014: registrano un saldo negativo rispettivamente di -5 e -3 punti percentuali, molto lontani dal -18 di entrambi dello scorso anno.

Telefono e telefonia tornano in positivo, con un saldo positivo di 8 punti percentuali (-7 nel 2014). Nei medicinali, infine, non c’è crisi che tenga: continuano ad essere acquistati sempre di più. Coloro che ne hanno incrementato il consumo (il 29%) sono assai più di coloro che lo hanno ridotto (il 10%); il saldo è decisamentepositivo e in linea con il 2014 (+19 punti percentuali nel 2015, +20 nel 2014).

Analizzando dettagliatamente il lavoro di ricerca svolto da Acri in collaborazione con Ipsos, si possono individuare diverse sottocategorie che vale la pena seguire passo passo.