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Economia e Finanza

GIORNATA DEL RISPARMIO/ Acri-Ipsos: migliora la fiducia degli italiani (che ripartono del mattone)

Giuseppe GuzzettiGiuseppe Guzzetti

Il futuro dell'economia, personale e globale

“La crisi c’è, ma non per me” sembra essere il motto che nascostamente recitano molti italiani, un poco per esorcizzare la paura degli ultimi anni, che ancora sfiora i loro pensieri, un po’ perché il 2015 appare come un anno di svolta: un cambiamento vissuto nel proprio quotidiano, piuttosto che riconosciuto a livello collettivo.

Quando riflettono sulla situazione generale, l’uscita dalla crisi (tuttora percepita come grave dall’80% degli italiani) continua ad apparire lontana: l’aspettativa di durata media era di poco superiore ai 2 anni nel 2009, ai 3 nel 2010, 3-4 anni nel 2011, 4 nel 2012 e nel 2013, circa 5 anni nell’autunno 2014, ed anche nell’autunno 2015 si attesta sullo stesso valore. Ciò vuol dire che gli italiani si aspettano di tornare ai livelli pre-crisi soltanto dopo il 2020.

Riguardo alla situazione economica delle famiglie il quadro è, però, di chiaro miglioramento e conferma il percorso virtuoso che già si intravedeva alla fine del 2014. Accelera la contrazione del numero delle famiglie colpite dalla crisi (dal picco del 40% del 2013 siamo passati al 32% del 2015) e quelle colpite direttamente sono ora 1 su 4 (30% nel 2013, 27% nel 2014, 25% nel 2015), e questa riduzione si deve soprattutto al minor numero di persone che hanno perso il lavoro (15% nel 2015 contro il 20% nel 2014).

Il fatto più considerevole è, però, l’importante crescita della soddisfazione rispetto alla propria situazione economica: i soddisfatti superano gli insoddisfatti di ben 10 punti percentuali (il 55% della popolazione è soddisfatto), con un incremento di 5 punti percentuali rispetto al 2014; il dato è tanto più importante in quanto nei quattro anni precedenti, dal 2011, il numero dei soddisfatti non aveva mai superato quello degli insoddisfatti.

Analizzando i dati, emerge che tutte le aree del Paese denotano un miglioramento, ma questo è particolarmente visibile nel Nord Ovest (67% di soddisfatti, ossia 2 su 3, +9 punti percentuali rispetto al 2014), mentre le altre aree crescono meno (+4 punti percentuali il Nord Est, +2 il Centro, + 1 il Sud): se il recupero del 2014 fu molto indotto da una riduzione di negatività nel Nord Est, la crescita del 2015 ha il suo evidente baricentro nel Nord Ovest.