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GIORNATA DEL RISPARMIO/ Acri-Ipsos: migliora la fiducia degli italiani (che ripartono del mattone)

Alla 91esima Giornata Mondiale del Risparmio, la tradizionale indagine Acri-Ipsos segnala dopo quattro anni l'avvio di un'inversione positiva di tendenza nel clima di fiducia.

Giuseppe Guzzetti Giuseppe Guzzetti

Acri (l’Associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio Spa) ha presentato anche quest'anno, alla vigilia della Giornata Mondiale del Risparmio giunta alla 91esima, che si terrà domani, come da tradizione, a Roma, i risultati della consueta ricerca sugli Italiani ed il loro rapporto con il Risparmio, studio che la compagnia conduce da quindici anni in collaborazione con Ipsos. Il lavoro si divide in due macroaree. La prima, che resta invariata dal 2001 ad oggi, sull'atteggiamento degli Italiani verso il Risparmio e la seconda sul tema della Giornata dedicata, che quest'anno sarà intitolata 'Risparmio e ripresa in una nuova Europa'.

Alla fine del 2015 la ricerca conferma, in sintesi, come la crisi sia ancora parte integrante della vita degli italiani, che tuttora la percepiscono come grave (l’80%) e ritengono che durerà ancora per almeno un quinquennio. Però, il pensiero quasi nascosto di molti pare essere: “La crisi c’è, ma non per me”. Migliorano, infatti, sensibilmente le prospettive personali, ma anche quelle nazionali. Le famiglie colpite direttamente dalla crisi sono ancora molte -1 su 4 (il 25% contro il 27% del 2014 e il 30% del 2013) – ma il numero di soddisfatti rispetto alla propria situazione economica (il 55% della popolazione), per la prima volta dopo quattro anni, supera quello degli insoddisfatti.

Tutte le aree del Paese denotano un miglioramento, ma questo è particolarmente visibile nel Nord Ovest, dove sono soddisfatte 2 persone su 3 (67% di soddisfatti, +9 punti percentuali rispetto al 2014). Al contempo si riduce il numero di coloro che denunciano un peggioramento del proprio tenore di vita. Nel 2015 sono il 18%, contro il 23% del 2014, il 26% del 2013 e del 2012. Anche in questo caso il dato migliora particolarmente nel Nord Ovest, dove chi vede un peggioramento passa dal 20% al 13%, ma pure nel Sud, ove il dato si riduce dal 28% al 22%. Inoltre 1 italiano su 20 (5%) dichiara di aver sperimentato un miglioramento del proprio tenore di vita, accreditando un’importante inversione di tendenza, quantunque di misura contenuta, rispetto a un dato che era andato riducendosi anno dopo anno a meno del 2%.