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GIORNATA DEL RISPARMIO/ Acri-Ipsos: migliora la fiducia degli italiani (che ripartono del mattone)

Giuseppe Guzzetti Giuseppe Guzzetti

Cambia anche il trend nel tenore di vita: assistiamo al ritorno, sia pur assai contenuto, di chi migliora la propria situazione anno dopo anno, e al contempo si riducono in modo deciso coloro che denunciano un peggioramento. Nel 2015 le famiglie che segnalano un serio peggioramento del proprio tenore di vita sono il 18%, contro il 23% del 2014, il 26% del 2013 e del 2012. Anche in questo caso il dato migliora particolarmente nel Nord Ovest, dove chi vede un peggioramento passa dal 20% al 13%, ma pure nel Sud, ove il dato si riduce dal 28% al 22%. Quasi la metà degli intervistati (il 45%; lo scorso anno erano il 46%) dichiara di avere comunque sperimentato qualche difficoltà nel mantenere il proprio tenore di vita; salgono al 32% (contro il 27% del 2014) coloro che invecehanno mantenuto con facilità il proprio tenore di vita e – seppur pochi – passano al 5%, cioè 1 italiano su 20, coloro che hanno sperimentato un miglioramento del proprio tenore di vita nel corso degli ultimi dodici mesi. Questa è un’importante inversione di tendenza, quantunque di misura contenuta, rispetto a un dato che era andato riducendosi anno dopo anno a meno del 2%.

Guardando al futuro, il 2015 segna la riscossa per le prospettive del Bel Paese: se da una parte è vero che è la situazione personale quella dove il numero di ottimisti sopravanza i pessimisti nella misura più significativa (con un saldo positivo di 13 punti percentuali), il miglioramento più rilevante viene registrato riguardo alle aspettative sulla situazione italiana, ove il saldo tra ottimisti e pessimisti passa da -15 dello scorso anno al +9 attuale: un miglioramento di 24 punti percentuali!

Il numero dei fiduciosi sul miglioramento del proprio futuro è superiore a quello degli sfiduciati (13% gli sfiduciati, 26% i fiduciosi, saldo +13) e questo dato segna un ulteriore miglioramento che si aggiunge a quello del 2014 (nel 2014: 21% sfiduciati, 24% fiduciosi, saldo +3). In ogni caso, la maggior parte degli intervistati, il 57% (52% nel 2014), non si attende cambiamenti della propria situazione economica (questo è un dato indotto dalla forte presenza di percettori diredditofisso: lavoratori dipendenti o pensionati); il 4% non sa cosa pensare.

Rispetto alla propria situazione personale accelera ulteriormente il forte recupero di fiducia presso i giovani (18-30 anni): il saldo tra ottimisti e pessimisti raggiunge il livello di +23, quasi il doppio dell’ottimo +12 del 2014.

Anche individui fra i 31 e i 44 anni migliorano sensibilmente il saldo (passando dal +8 del 2014 al +19 attuale); mentre la crescita è molto più contenuta presso gli italiani tra i 45 e i 64 anni (la differenza cresce di 2 punti percentuali rispetto al 2014). Gli over 65, dopo otto anni di negatività, tornano in una situazione di equilibrio tra pessimisti e ottimisti.