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GIORNATA DEL RISPARMIO/ Acri-Ipsos: migliora la fiducia degli italiani (che ripartono del mattone)

Giuseppe Guzzetti Giuseppe Guzzetti

È importante sottolineare che il miglioramento della situazione è determinato più che altro da una riduzione dei pessimisti circa il futuro della propria situazione personale, piuttosto che da un importante aumento di ottimisti: gli ottimisti salgono infatti di 2 punti percentuali, dal 24% al 26%, e al contempo i pessimisti scendono di ben 8 punti percentuali, dal 21% al 13%: la riduzione dei pessimisti è particolarmente forte nel Centro e nel Nord Ovest.

Rispetto al futuro del territorio locale in cui gli italiani vivono, prevale di poco il pessimismo: coloro che hanno poca fiducia superano di 1 punto percentuale i fiduciosi (24% vs 23%); ma si deve notare che anche questo dato migliora rispetto al 2014 (il saldo negativo era di -13) e si avvicina ai dati del 2009 (il saldo eradi +4 punti). Il dato medio però nasconde un’importante dinamica: rispetto alla situazione locale c’è un generale ottimismo nel Nord Ovest (+7 punti di saldo tra ottimisti e pessimisti), nel Nord Est (+7) e nel Centro (+6), mentre il Sud denota pochissima fiducia nel territorio locale (-14 punti di saldo negativo riguardo al territorio locale, mentre riguardo all’Italia nel suo complesso il saldo nel Sud è positivo +3).

La rinnovata fiducia trae la sua origine dalle attese circa le sorti del Paese nel suo insieme: oggi più di 1 italiano su 3 è fiducioso sul futuro dell’Italia (36%), mentre gli sfiduciati sono il 27%, +9 punti percentuali di differenza che, uniti al miglioramento del saldo dello scorso anno, evidenziano una tendenza di robusta crescita della fiducia nel Paese (l’anno scorso il saldo era ancora negativo, -15, ma già in forte miglioramento; due anni fa era -23). Solo il 34% degli italiani ritiene che la situazione rimarrà inalterata; il 3% non sa cosa pensare.

Sulle prospettive future dell’economia europea continua a prevalere l’ottimismo, anche se i dati si dimostrano abbastanza statici: se nel 2012 avevamo assistito a un’inversione di tendenza con i fiduciosi che superavano di ben 11 punti i pessimisti (il 36% contro il 25%) e nel 2013 si registrava un ulteriore saldo positivo di 14 punti percentuali, nel 2014 c’è stato un arretramento del saldo positivo (era +6), ora, nel 2015, il saldo risale a +8, con i fiduciosi attestati al 32%, i pessimisti al 24% e coloro che ritengono che la situazione rimarrà statica al 36%; l’8% non sa cosa dire. Evidentemente la situazione dell’Europa appare sostanzialmente solida, specie col ridimensionamento della crisi greca, ma non sufficientemente dinamica da essere un vero traino.

La fiducia rispetto all’economia mondiale nel suo complesso invece ha un ridimensionamento importante: nel 2014 gli ottimisti erano di 15 punti percentuali sopra i pessimisti; questo dato nel 2015 scende a 8 punti, generato dal 30% di ottimisti e il 22% di pessimisti; sono il 34% coloro che ritengono che la situazione rimarrà statica.