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GIORNATA DEL RISPARMIO/ Acri-Ipsos: migliora la fiducia degli italiani (che ripartono del mattone)

Pubblicazione:martedì 27 ottobre 2015

Giuseppe Guzzetti Giuseppe Guzzetti

In sintesi, il presente sembra ancora dominato da situazioni contrastanti: l’Italia in miglioramento, l’Europa sostanzialmente statica, il resto del mondo in una fase meno espansiva che nel passato. Se fino a pochi anni fa gli italiani guardavano all’estero sperando di intercettare parte della ripresa mondiale, ora la fiducia torna a crescere sulle proprie capacità e sulle energie che il Paese nel suo complesso sembra mostrare. La crisi è ancora parte integrante della vita degli italiani, e si pensa lo sarà ancora per molti anni: migliorano però sensibilmente le prospettive, nazionali e personali; il territorio che traina questa nuova fiducia è il NordOvest, mentre il Sud si rivela molto preoccupato rispetto alla propria specifica zona.

Allargando l’orizzonte ad altri Paesi nel Mondo, è da sottolineare come l’Europa sembra avere un momento più positivo rispetto alle altre economie. Gli Stati Uniti e l’APAC sono in contrazione, anche se rimangono su livelli alti, il Sud America è in una situazione difficile, invece Africa e Medio-Oriente continuano a sperimentare un momento di crescente fiducia, sempre che le preoccupazioni per le guerre in atto e potenziali, nonché le minacce terroristiche, non modifichino la situazione (dati Ipsos Global@dvisor agosto – ottobre 2015).

La normalizzazione della situazione induce sempre più italiani a concentrarsi nuovamente sul presente, piuttosto che sul futuro: se è vero che sono ancora di più coloro che puntano a investire soprattutto nella qualità della vita futura (il 49%, ma erano il 54% nel 2014), sono in crescita coloro che prestano attenzioneal presente (il 45%, erano il 42% nel 2014).

L’Europa e l’Euro

In questo clima di sostanziale miglioramento delle percezioni, basato in gran parte su una rinnovata fiducia nelle proprie capacità e nei destini del Paese, rimane ancora tinta di chiaroscuro la percezione dell’Europa. Nel 2015 coloro che hanno fiducia nell’Unione Europea (il 51%) rimangono esiguamente maggioritari, il 49% degli italiani, infatti, non ha fiducia; inoltre quelli che hanno una bassa fiducia (il 24%) sono molti di più di coloro che hanno grande fiducia (il 15%): dal 2009 a oggi coloro che hanno fiducia sono arretrati di ben 18 punti percentuali.

La soddisfazione poi è molto bassa riguardo all’Euro: quasi 3 italiani su 4 ne sono insoddisfatti (il 71%, dato in leggero calo rispetto al 74% del 2014), anche se la maggior parte degli italiani è convinta della sua utilità nel lungo periodo: coloro che sono certi che tra 20 anni essere nell’Euro sarà un vantaggio sono il 51%; il 36% pensa che essere nell’Euro sarà uno svantaggio anche fra 20 anni (erano il 34% nel 2014); il 13% non ha opinioni in merito.

In ogni caso, l’Europa viene assolta dalla responsabilità della crisi italiana: solo il 4% dei cittadini imputa ogni responsabilità all’Europa e ben il 48% ritiene che la situazione attuale sia causata dal malgoverno del Paese negli ultimi anni e dalle mancate riforme (questo dato arriva al 53% nel Sud Italia); il 20% chiama in correità Italia ed Europa; infine, il 26% (in crescita rispetto al 19% del 2014) attribuisce le cause della difficile situazione attuale alle crisi cicliche che hanno dimensioni mondiali e molteplici cause (il 2% non ha un’opinione). Gli italiani, seppur delusi, ritengono che in questa situazione l’Unione Europea sia soprattutto un importante e indispensabile aiuto in un momento di crisi (55%), anche se non sono pochi coloro che la ritengono un ulteriore aggravio che rende ancor più complesso il superamento della crisi (44%).


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