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SPY FINANZA/ Il Portogallo è pronto a far "ballare" i mercati

Pubblicazione:martedì 27 ottobre 2015

Anibal Cavaco Silva (Infophoto) Anibal Cavaco Silva (Infophoto)

Mi sbaglierò, ma mi sembra un copione perfetto, tanto più per un Paese con il debito pubblico al 127% del Pil e in salita e il debito totale (pubblico+privato) addirittura al 379%, peggio che la Grecia, al netto di liabilities verso investitori esteri pari a oltre il 220% del Pil. La vittima ideale, l'esperimento perfetto in attesa del grande appuntamento di dicembre con le elezioni in Spagna, dove Ciudadanos e Podemos rappresentano una minaccia ben più grande del blocco di sinistra lusitano per le mire egemoni di Bruxelles sulle politiche degli Stati membri. Non sarà che questi partiti, magari involontariamente e in buona fede, stiano però operando da gate-keeper, ovvero da garanti dello status quo proprio attraverso le loro politiche formalmente anti-Ue ma talmente sconclusionate da divenire atti di rilegittimazione della vecchia politica e degli antichi equilibri? Ovvero, non si sta operando una sorta di operazione caos al fine di portare la gente a preferire il vecchio che garantisce però un minimo di stabilità e mercati mansueti? 

Più passa il tempo e più mi pongo questa domanda, spesso anche di fronte a certe uscite e certi atteggiamenti del Movimento 5 Stelle. Una cosa è certa, la frattura in seno all'Ue è in atto e non si capisce come politiche miopi possano sanarla: forse sarà la prossima ondata di crisi globale a darci una risposta e farci capire quale sarà il nuovo equilibrio politico ed economico. Sembra tutto scritto, sembra una sceneggiatura perfetta. 



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COMMENTI
28/10/2015 - Ricordiamo un certo Scalfaro (Moeller Martin)

Prima di additare il presidente portoghese al pubblico biasimo ricordiamo lo Scalfaro nostrano, il quale solo perché non gradiva l'orientamento politico dei governanti ha sciolto le camere rimandandoci al voto anticipato nonostante vi fosse una coalizione di maggioranza negando così la possibilità di un rimpasto di governo. Per non parlare di tutte le elezioni annullate dai nostri amati giudici. Smettiamo poi di raccontarci la favoletta del 2011 e della cattiva Europa solo per negare che Berlusconi, il quale dopo il voltafaccia di Fini e nonostante i vari Scillipoti tirava avanti solo a colpi di voti di fiducia, sia caduto per aver perso i numeri necessari per l'ennesima votazione da lui stesso richiesta. Un po' di Google e di prime pagine dei quotidiani dell'epoca per credere.