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Economia e Finanza

VISTO DALLA CITY/ Rajan: "La Fed ha fatto bene ad attendere per il rialzo dei tassi"

Amin Rajan, guru della City: troppe incertezze su economia e mercati, la Fed ha fatto bene ad aspettare almeno fino a dicembre per decidere sul rialzo dei tassi. di CRISTINA BALOTELLI

Il presidente della Fed Janet YellenIl presidente della Fed Janet Yellen

Oggi e domani la Federal Reserve è riunita per decidere se alzare i tassi d’interesse, ma i mercati non si aspettano una mossa sui tassi almeno fino a dicembre. L’attesa è piuttosto sulle indicazioni che potrebbero emergere dal resoconto della Fed.

Amin Rajan, amministratore delegato della società di consulenza britannica Create-Research, dice a IlSussidiario.net che i responsabili delle scelte di politica monetaria non possono fare nulla per evitare lo scoppio della prossima crisi perchè hanno già usato tutto quanto in loro potere, dai tassi d’interesse al quantitative easing. Inoltre hanno salvato le banche e dato sussidi all’industria. Ma il debito è ingestibile e in continua crescita, quindi non si può escludere un’altra crisi.

“La prossima crisi finanziaria sarà diversa e peggiore di quelle viste finora, ma i policy-makers non avranno più strumenti a disposizione per arginarla perchè hanno usato già tutto: politica monetaria e politica fiscale sono state spinte all’estremo,” dice Rajan. Il problema è strutturale: per ridurre il debito “le banche centrali lo stanno aumentando nel tentativo di dare stimoli all’economia,” spiega Rajan, che è anche visiting professor presso il Centre for Leadership Studies della Università di Exeter e Fellow presso la Said Business School dell’Università di Oxford.

Il debito continua a crescere perchè i banchieri centrali ricorrono a ulteriori iniezioni di denaro nel sistema per stimolare l’economia. La scorsa settimana il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha detto che la Bce potrebbe estendere il suo programma di quantitative easing oltre la scadenza di Settembre 2016, se necessario. E potrebbe tagliare il tasso sui depositi bancari se il rallentamento economico dei mercati emergenti diventasse una minaccia per la ripresa dell’eurozona. Al momento, la BCE sta comprando debito, soprattutto governativo, a un ritmo di programmato di 60 miliardi di euro al mese e continuerà a farlo almeno fino alla scadenza prevista. Le probabilità che questo programma d’acquisto di obbligazioni governative vada avanti oltre la data prefissata sono aumentate dopo che la banca centrale ha rivisto al ribasso le stime sull’inflazione nell’Eurozona per il 2016 e 2017. Questo orientamento, come quello di altre banche, per esempio la People’s Bank of China e la Bank of England, non fa che aggiungere pressione sulla decisione della Fed.

Alla domanda se ci sarà un altro round di quantitative easing da parte della Fed prima di tagliare i tassi Usa, Rajan risponde che sarebbe necessario, ma la banca centrale americana non lo farà per “crescenti timori di azzardo morale”. In altre parole, perchè molti membri della Fed pensano che ci sono un sacco di “zombie borrowers”, cioè famiglie ed aziende indebitate che “sopravvivono solo grazie al credito a basso costo”. Per esempio, “l’80 per cento degli americani spende il 120 per cento delle proprie entrate ogni anno,” aggiunge Rajan. Una situazione insostenibile. Ecco perchè la Fed non può continuare a pompare denaro nel sistema e creare altri "zombie". Invece in Europa la Bce potrebbe avviare un secondo round di Qe, “se quello attuale non sarà sufficiente a stimolare la crescita e ad alzare le attese sull’inflazione,” dice Rajan.