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GIORNATA DEL RISPARMIO/ Guzzetti: "Più ripresa con più Europa federale: nella finanza, nelle istituzioni e nella società"

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Giuseppe Guzzetti (Infophoto)  Giuseppe Guzzetti (Infophoto)

"Risparmio è ripresa per una nuova Europa": non solo uno slogan per la 91esima Giornata del Risparmio, celebrata oggi a Roma. L'ospite di sempre - l'Acri delle Fondazioni e delle Casse di risparmio ancora attive - non ha rinunciato a rivitalizzare la forte valenza politico-sociale della più "orizzontale" e storica fra le dimensioni della finanza nel Vecchio Continente. Lo ha fatto il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, introducendo - ieri al Palazzo della Cancelleria di Roma - il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, e il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli.

"Nei periodi di difficoltà - ha osservato Guzzetti - è buona norma non modificare le decisioni assunte nei periodi di serenità. Non possiamo certo dire che nei difficili anni appena trascorsi si sia riusciti a seguire questa saggia linea di comportamento. L'insoddisfacente gestione del problema dell'immigrazione di cui siamo stati testimoni è uno degli esempi di come in Europa l'acuirsi delle difficoltà sia a volte diventata per alcuni paesi del Vecchio Continente giustificazione per derogare a principi che solo fino a qualche tempo fa si riteneva fossero permanentemente condivisi da tutti". È così che la marcia (già piuttosto lenta) verso l'Unione politica sembra, dunque, rallentare: "Si rafforza (speriamo solo temporaneamente) chi vuole fermarla alla dimensione intergovernativa; perde invece alleati chi crede nel più ambizioso progetto federale".

Quando dunque la ripresa macroeconomica non sembra più un miraggio (Visco ha semi-ufficializzato la stima di un Pil 2015 a +1%), per Guzzetti ridiventa subito cruciale l'emergenza socio-politica. Quella alla base dei sistemi-Paese (la preoccupazione operativa per l'"infanzia negata" è stata il leit-motiv strategico dell'intervento del presidente dell'Acri), ma questo anche nell'architettura di governo dell'Unione europea. "Per parte mia credo che se l'Unione europea non si rafforza e se le regole del gioco al suo interno non vengono armonizzate - ha avvertito Guzzetti - l'economia del Continente rischia di crescere solo in maniera debole e incerta. Condividere sempre più le politiche economiche, finanziarie e di bilancio, nonché le regole che ne definiscono il quadro normativo, insieme a una maggior coesione e solidarietà di fondo, è condizione inderogabile perché i paesi abbiano valide prospettive di sviluppo e i cittadini possano contare sulla salvaguardia del valore dei loro risparmi".

Nella definizione di una più efficace regolazione del circuito bancario in un momento di massima difficoltà ci si è attenuti alla buona norma di non cambiare. La scelta, dunque, non è stata tornare indietro, ma, al contrario, si è compiuto un deciso balzo in avanti. "Nel giugno 2012, nel pieno cioè della crisi del debito sovrano - ha notato ancora Guzzetti -, la volontà di costruire un'Unione bancaria europea è divenuta un impegno concreto. E solo sei mesi dopo, grazie a un forte mandato politico, il progetto è approdato alla fase realizzativa, avendo come filo conduttore il trasferimento di importanti aspetti di sovranità nazionale a un'istituzione (la Banca centrale europea) impegnata a operare con una visione effettivamente continentale”.



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