BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO ORLANDI/ La "guerra di boiardi" che divide il Governo

Rossella Orlandi, direttrice dell'Agenzia delle Entrate (Infophoto) Rossella Orlandi, direttrice dell'Agenzia delle Entrate (Infophoto)

Indubbiamente. Dal punto di vista politico Scelta Civica si è stancata di farsi appiattire e distruggere da Renzi. Cerca quindi di emergere, e la polemica di Zanetti contro la Orlandi è un modo per dire che il suo partito conta qualcosa. Si tratta quindi di un elemento di disunione della compagine politica che deriva dal fatto che quella di Renzi è una struttura di vertice che non è stata eletta ed è riuscita a impadronirsi del partito in modo predatorio.

 

Con quali conseguenze per la tenuta della maggioranza?

Questa è una maggioranza politicamente fragile, perché manca quell’arte del governo che possono imprimere solo i veri leader. La componente che manca è inoltre quella dell’ideologia, e la conseguenza è questa frammentazione tra “boiardi”, cioè tra piccoli interessi di bottega.

 

Perché la sinistra Pd è intervenuta in una polemica “di bottega” tra boiardi?

In questa vicenda abbiamo da un lato un muro sindacale sulla questione degli 800 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno fatto ricorso. A ciò si aggiunge l’incapacità di Zanetti di capire che bisogna avere buone relazioni con funzionari come la Orlandi. Ma soprattutto, Padoan è storicamente un uomo di D’Alema e quindi si colloca più a sinistra non solo di Scelta civica ma anche di Renzi. La sinistra dem si schiera con Padoan perché è una figura dell’ala tradizionale del Pd. Lo stesso Padoan difende la Orlandi perché, siccome il ministro non è un grande esperto tributario, è terrorizzato dall’idea di doverci mettere le mani personalmente.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.