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SPILLO/ Bankitalia racconta la "verità" su Zonin, ma sulla Spoleto è gaffe

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Il governatore Bankitalia Ignazio Visco (Infophoto)  Il governatore Bankitalia Ignazio Visco (Infophoto)

Il secondo focus della nota Bankitalia - forse non del tutto soddisfacente - precisa la non-competenza della Vigilanza sul merito del valore del patrimonio e dell’azione Popolare Vicenza: sul metodo, invece, Palazzo Koch rivendica di aver sempre tirato per la giacca i vertici della banca. Certi nodi sono comunque venuti al pettine della supervisione soltanto quando i denti di quest’ultimo, passato nelle mani della Bce, sono diventati più numerosi e fitti.

Sul “prezzo di mercato” di un titolo diffuso fra 117mila risparmiatori, sebbene non quotato, doveva forse vigilare meglio la Consob? Non sappiamo se l’argomento (implicito) terrà Visco al riparo da nuovi attacchi nei prossimi giorni: dipenderà in parte da quanto dirà alla Giornata del Risparmio, in una sorta di summit pubblico sulla questione bancaria. Ma dipenderà anche da altri fatti, attesi nei prossimi giorni: in un crescendo di incertezza.

Una quasi-emergenza l’ha prospettata ieri Salvatore Maccarone, che Bankitalia ha posto al vertice del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Quest’ultimo ha preparato per intero un intervento da 2 miliardi per mettere in sicurezza tre banche in dissesto (Banca Etruria, Cassa di Ferrara e Banca Marche). Ma a fine ottobre l’ok della Ue avrebbe dovuto essere già arrivato e invece il Fondo avverte che ci sono ancora “ostacoli”: e se i salvataggi non dovessero essere perfezionati entro il 31 dicembre (entrata in vigore della normativa europea sui “bail in” bancari) Maccarone intravvede conseguenze “tragiche”.

Certamente non è un punto a favore di Bankitalia la lettera aperta che il direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi, il numero due di Visco nel direttorio, ha ritenuto di inviare a tutti i dipendenti dopo l’avviso di garanzia al governatore per presunto concorso in truffa nel commissariamento-vendita della Popolare di Spoleto. Definire “scandalistico e tendenzioso” l’articolo del Fatto quotidiano che ha dato notizia (vera) delle indagini della Procura di Spoleto è una gaffe di comunicazione e una caduta sostanziale di stile. Rivolgere un’accusa (contro ignoti) di “attacco politico” è più grave ancora. Neppure un tre volte premier - democraticamente eletto - si è mai potuto permettere impunemente di accusare una Procura di piegare la sua “azione penale” a interessi politici. Invece un economista come Luigi Zingales - quando ha chiesto la nomina di tre saggi parlamentari sulla questione bancaria - non ha fatto mistero di credere che nel direttorio Bankitalia qualche deficit di competenza in vigilanza e politica creditizia ci sia.



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