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SPY FINANZA/ Il "jolly" di Putin contro Usa e Ue

Pubblicazione:giovedì 29 ottobre 2015

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

Io non mi sento di escluderlo del tutto, soprattutto in un anno, il 2016, che vedrà l'America concentrata sulle elezioni presidenziali, quindi un periodo di transizione politica molto delicato che potrebbe vedere i riflessi e la guardia abbassata di fronte ad atti eclatanti come un default, anche solo selettivo, sul debito estero di Mosca. Guardato da questa angolazione, il contratto pluriennale di fornitura di gas alla Cina da 400 miliardi di dollari siglato lo scorso anno assume una luce e un significato strategico differente: insomma, se Putin dovesse capire che i benefici di un default fossero maggiori delle conseguenze per la Russia, allora penso che non esiterebbe a farlo, visto anche il comportamento dell'Occidente nei suoi confronti sulla questione ucraina. 

E attenzione, perché a pagare il conto più salato non solo di una moratoria verso i creditori ma anche di un congelamento delle relazioni economiche con Mosca non sarebbero certo gli Usa ma l'Ue, la stessa entità di burocrati che ha seguito pedissequamente gli ordini di Washington senza pensare minimamente alle sue conseguenze e ai propri interessi strategici. Spero solo che a Bruxelles, anche solo una persona, stia pensando alla possibilità di questa prospettiva e non si faccia trovare del tutto impreparato. Lo spero davvero. 



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