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FINANZA E POLITICA/ Tasse e poveri, il "doppio errore" di Renzi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Sia chiaro, con questi interventi si dà respiro alle famiglie, che potrebbero anche utilizzare le risorse in più per ripagare dei debiti. Tuttavia si tratta di misure limitate rispetto a quelle compiute, per esempio, sul costo del lavoro. Se l'intenzione è quella di rilanciare i consumi, bisogna percorrere altre strade.

 

Quali?

Quel che ha messo in ginocchio il Paese è la manovra di Monti. Questo Governo ha ridotto Irap e costo del lavoro, ha stanziato incentivi per le assunzioni, ma se quelle risorse fossero state ad esempio indirizzate a una riduzione delle imposte dirette a partire dal ceto medio in giù, gli effetti sui consumi sarebbero stati parecchio robusti.

 

Quindi bisognerebbe tagliare l'Irpef?

Una riduzione dell'Irpef è prevista nel 2018, ma se fosse fatta subito darebbe un grosso aiuto. L'idea del Governo è invece quella di portare il Paese fuori dalla crisi con le esportazioni e attirando capitali esteri. Una strategia che darà qualche frutto, ma il caso Volkswagen ci dimostra che possono arrivare tegole impreviste. Abbiamo gli spazi per ampliare la domanda perché la bilancia commerciale è in avanzo, quindi se crescono i consumi e aumentano un po' le importazioni non si creano deficit nelle partite correnti. Se parliamo di aumentare la domanda e vogliamo fare un ragionamento serio, ci vuole una manovra sull'Irpef.

 

(Lorenzo Torrisi)



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