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FINANZA E POLITICA/ Il "commissariamento" dell'Italia è pronto

Pubblicazione:lunedì 5 ottobre 2015

Angela Merkel e Jean-Claude Juncker (Infophoto) Angela Merkel e Jean-Claude Juncker (Infophoto)

Da un altro, sappiamo che anche ove avessimo un saldo primario (saldo di bilancio al netto del servizio del debito) pari al 5% del Pil, ci vorrebbero almeno vent'anni per raggiungere gli obiettivi del Trattato di Maastricht e del Fiscal compact. Venti anni in cui la scure cadrebbe per lustri sull'investimento pubblico. Secondo un'analisi dello studio internazionale di management McKinsey, in Paesi avanzati, la spesa pubblica in infrastrutture dovrebbe essere pari al 3,5% del Pil. Nell'eurozona è attorno al 2,5%. In Italia non tocca l'1,5% ed è stata ridotta del 39% rispetto al livello precedente la crisi finanziaria.

Non abbiamo una ricetta per risolvere il problema. Nel 2012 il Cnel mise a confronto le proposte sul tappeto, concordate con le parti sociali, e le offrì al Governo che decise di ibernare l'organo (a caro prezzo) in attesa che l'eventuale riforma della Costituzione lo sopprimesse. Un modo per non parlare del debito? La preparazione della Legge di stabilità costringe comunque a porre le carte sul tavolo. E non si profila un poker d'assi.



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COMMENTI
05/10/2015 - per contrastare l'insostenibileriduzionedeldebito (antonio petrina)

A parte il piano Ciampi del 1998,invero una ricetta anche economica l'abbiamo dalla medesima data (1998) con la ricerca finanziata del CNR ed assegnata all'unico premio nobel italiano dell'economia ( di cui a settembre era l'anniversario della scomparsa dal 2003)e cioè il prof. Franco Modigliani.Ma oggi anche il Rapporto su "Sussidiarietà e spesa pubblica" 2014/2015, conferma come intraprendere la via della riduzione del debito facendo crescere il Pil , riqualificando la spesa.