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MANOVRA/ La "frenata" che può far saltare i conti di Renzi e Padoan

Pubblicazione:lunedì 5 ottobre 2015

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Il rapporto deficit/Pil è funzione della crescita del Pil. Se la crescita del commercio internazionale fosse sostanzialmente al di sotto di quanto è scritto nel Def, allora il governo dovrebbe rifare i conti. Nel 2016 la crescita non sarebbe più dell’1,6%, ma avrebbe probabilmente dei numeri più bassi. Questo obbligherebbe il governo a rivedere verso l’alto le sue stime sul deficit, che al momento per il 2016 prevedono un deficit programmatico del 2,2%.

 

L’Ue potrebbe intervenire?

Il nostro deficit sarebbe comunque al di sotto del 3%, e quindi di fatto non creerebbe problemi rilevanti con la Commissione Ue. Ma se si mettono insieme la voglia italiana di sforare i parametri e un peggioramento della congiuntura, a quel punto il nostro rapporto deficit/Pil potrebbe tornare molto più vicino al 3%.

 

Come valuta l’allarme dell’M5S sulle clausole di salvaguardia?

L’idea con cui opera il governo è che nel 2016 l’economia italiana non avrà recuperato il suo gap rispetto al prodotto potenziale. Avrà dunque ancora bisogno di un sostegno. Il governo si immagina che nel 2017 e negli anni successivi la crescita economica ripartirà, e quindi che a quel punto sarà possibile stringere i cordoni della borsa per quanto riguarda la spesa pubblica e le entrate fiscali.

 

(Pietro Vernizzi)



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