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FINANZA E POLITICA/ Tasse, il "gas" che porta Renzi contro l'Europa

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La ripresa è come una macchina: se gli si dà troppo gas si ingolfa, se gliene si dà poco il motore si spegne. Il gas è quel minimo di deficit o di sostegno di spesa che serve a far camminare la ripresa. Trovo del tutto ragionevole che il Governo scelga una via intermedia: non sforare il 3% del deficit/Pil, né aderire in toto al Fiscal compact che è troppo recessivo, allentando contemporaneamente il rientro verso il pareggio strutturale di bilancio per poter dare un po' più di gas al motore di questa ripresa, che è debole.

 

Dunque non sono da ascoltare i richiami dell'Europa, che per bocca del commissario Moscovici chiede di compensare la riduzione delle tasse con tagli di spesa…

Io sono d'accordo col Governo, perché l'Europa ha un visione troppo recessiva. Il nostro esecutivo ha scelto saggiamente una via di mezzo con cui è possibile tenere insieme due obiettivi: tenere sotto controllo il debito e dare un po' di gas alla ripresa. Inoltre si riesce a trasmettere il messaggio che progressivamente le tasse saranno ridotte.

 

L'Europa ha anche detto che in Italia sarebbe meglio ridurre prioritariamente le tasse sul lavoro, non quelle sulla casa.

Il Governo guarda molto anche al consenso elettorale e da questo punto di vista l'abolizione della Tasi è percepita in misura superiore dagli italiani rispetto a un "premio" alle imprese. Ridurre le tasse sulla casa può portare in ogni caso a un aumento dei consumi e quindi a un sostegno dell'economia. Forse si poteva fare un'operazione più progressiva, per esempio con la deduzione delle spese per i mutui. Questo potrebbe avere effetti maggiori, perché la propensione al consumo è più alta nei ceti con redditi più bassi. 

 

(Lorenzo Torrisi)

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