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SPY FINANZA/ La "fregatura" europea che gli italiani si trovano in banca

Pubblicazione:domenica 1 novembre 2015

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E chi potrà intervenire? Questa è la parte più complicata. Si parla di far intervenire il Fondo italiano per la tutela dei depositi (Fitd), un fondo istituzionale che serve a soccorrere i conti correnti in caso di fallimento di un piccolo istituto bancario. Perché se fallisce un grande istituto (tipo Mms) i soldi semplicemente non ci sono. Infatti, oggi il Fitd è una sorta di scatola vuota, non ha propri soldi, ma possiede garanzie pari al 4 per mille di tutti i depositi in tutte le banche italiane. Quindi se fallisce una banca che ha depositi superiori a questo 4 per mille, tali garanzie non garantiscono proprio niente. Inoltre, in caso di necessità, il Fitd dovrebbe andare presso gli istituti bancari a riscuotere tali garanzie. Ma come faranno tali istituti, che come detto sopra hanno già sofferenze bancarie pari a 200 miliardi di euro?

A gestire la situazione ci sarà Bankitalia, e la cosa è stata già oggetto di commenti durissimi, per l'incapacità di controllare i propri istituti mostrata in tante altre occasioni. Questo il commento di Paolo Fior: "La Bce richiede che […] le azioni di risoluzione siano adeguatamente notificate e rese pubbliche. Invece nel decreto legislativo si attribuisce alla Banca d'Italia il ruolo di autorità di risoluzione (in Europa è un organismo distinto dalla Bce) e si riafferma anche che tutte le notizie, informazioni e dati sulle attività di risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento sono coperti da segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni, a eccezione del ministero dell'Economia. Una discrezionalità totale che tanti danni ha prodotto anche nel recente passato come testimoniano i casi di risoluzione già gestiti da via Nazionale: tra tutti il commissariamento e la svendita della Banca popolare di Spoleto al Banco di Desio. Chi tutelerà i risparmiatori e i correntisti italiani? Chi controllerà l'operato della Banca d'Italia cui ancora una volta viene data carta bianca nella gestione delle crisi bancarie (o presunte tali)? E soprattutto chi pagherà per gli errori commessi nell'ambito di queste procedure?". 

A ulteriore conferma delle difficoltà di controllo di Bankitalia, ci sono le accuse del Sibc (Sindacato indipendente della banca centrale), secondo il quale l'attuale Governatore Visco sta procedendo con lo smantellamento della struttura che consente a Bankitalia di controllare l'attività del sistema bancario. Il Sibc denuncia che "la sorte di una Istituzione pubblica, importante e strategica come la Banca d'Italia, sia decisa da un Consiglio Superiore designato dalle banche e dalle assicurazioni vigilate, proprietarie del capitale sociale della Banca stessa". In altre parole, le banche, tramite i loro rappresentanti in Bankitalia, decidono sugli strumenti di controllo verso le stesse. Come ci si può ragionevolmente fidare di questo sistema, visti i tanti scandali del passato?

Insomma, si rischia di cadere dalla padella nella brace. Potrebbe intervenire il governo, se avesse una qualche voce in capitolo. Ma il governo attuale, come gli ultimi, dipende sempre più dai burocrati europei.


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