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SPY FINANZA/ La "fregatura" europea che gli italiani si trovano in banca

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Ora però, a confermare la criticità della situazione, abbiamo un intervento del presidente del Fitd Salvatore Maccarone, chiamato a rispondere in un'audizione al Senato. La prima novità è che, oltre alle banche da me citate, a rischio fallimento c'è anche la Cassa di Risparmio di Chieti. Maccarone ha affermato che il Fondo per poter intervenire nel salvataggio delle banche necessita del decreto delegato alla direttiva sul bail-in, "senza - ha messo in evidenza - non possiamo fare niente. Inoltre, senza decreto, sicuramente non arriverà l'ok Ue al salvataggio". Siamo a posto! Dipendiamo, pure per i salvataggi, dall'Ue. "Tutti - ha assicurato Maccarone - stanno lavorando per portare a casa risultato". Non ci sono dubbi, tutti stanno lavorando. Ma che possibilità ci sono di arrivare al risultato? Maccarone: "I contatti in corso tra il Governo e la Commissione non sembra che riescano a superare questo ostacolo. Se non ci si riuscisse, la sorte di queste banche sarebbe tragica". Beh, evviva la sincerità. Almeno non si è messo a dire che però "c'è la ripresa" (dei fondelli?).

Ma non voglio esagerare, la situazione non è così critica come state pensando: è peggio. La lista delle banche in difficoltà riguarda ben quindici istituti. La lista completa è la seguente: Istituto per il credito sportivo; Cassa di risparmio di Ferrara (Carife); Banca delle Marche; BCC Irpina; Cassa di risparmio di Loreto; Banca popolare dell'Etna; Banca Padovana di credito cooperativo; CRU di Folgaria BCC;  Credito trevigiano BCC; Banca popolare delle province calabre; Cassa di risparmio della provincia di Chieti; Banca di Cascina credito cooperativo; BCC Banca Brutia; BCC di Terra d'Otranto; Banca popolare dell'Etruria e del Lazio. Questo è l'elenco delle banche che sono in amministrazione straordinaria e gestione provvisoria, secondo il sito ufficiale di Bankitalia.

Maccarone: "Qualcosa inventeremo. Non possiamo permettere che 4 banche falliscano. Non siamo pronti. Sono 80 anni che i depositanti non perdono un centesimo". Ma negli ultimi 80 anni c'è stata Bankitalia che obbediva allo Stato, non la Bce con le sue regole capestro. Di fatto, abbiamo consegnato le chiavi di casa nostra a soggetti che non hanno la nostra fiducia, non possono averla (non li abbiamo votati) e nemmeno ce la chiedono. E per non disturbarli mentre "lavorano" a casa nostra con i nostri beni, non gli abbiamo dato dei doppioni, ma proprio le nostre chiavi con tutte le copie.

Così da ora in poi, senza sovranità, a casa nostra sono altri a decidere. Formalmente possiamo ancora decidere se andare in cucina o in camera da letto: però di fatto lo possiamo solo se riusciamo a entrare in casa! Così è la nostra situazione, senza sovranità monetaria.

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