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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La "fregatura" europea che gli italiani si trovano in banca

Dopo la sovranità monetaria, spiega GIOVANNI PASSALI, l’Italia sembra perdere anche la possibilità di gestire le crisi del sistema bancario, che non gode di ottima salute

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Recentemente molti di voi avranno visto le immagini di Renzi nel ritiro con la vincente nazionale azzurra di calcio. Impegnato ovviamente nel patetico tentativo di ridare lustro alla sua immagine. Questo probabilmente per distrarre l'immaginario collettivo dalle cose che il governo sta facendo sia riguardo la riforma del Senato che sulla finanziaria da 30 miliardi di euro. Riguardo la riforma del Senato, l'unica cosa che mi sento di dire, visto che molto è stato già detto, è la seguente: il sistema elettorale e politico diventa sempre più frattale. Perché frattale? Perché con pochi voti di differenza si può diventare padroni del parlamento oppure cadere nell'insignificanza. E il fatto che con pochi voti si possa fare tanta differenza, non è per niente detto che vada a beneficio del Pd. Proprio per il comportamento frattale del sistema, la sua caratteristica fondamentale è l'imprevedibilità. I sondaggisti impazziranno e quello che nessuno si aspetta può accadere. E mentre tantissimi pensano al Movimento 5 Stelle, io mi chiedo se, per una combinazione imprevista (o per uno scandalo dell'ultimo giorno gonfiato ad arte) all'improvviso dovesse prevalere la Lega di Salvini. Non credo che Renzi abbia lavorato a questa riforma valutando questa possibilità… Ma queste sono solo ipotesi, mentre mi sembra più interessate andare a vedere una certa realtà, soprattutto quando questa rischia di essere davvero devastante per tante persone. E un pezzo di questa realtà è la gravissima crisi del nostro sistema bancario con quasi 200 miliardi di crediti in sofferenza, cioè prestiti che non stanno rientrando, le cui rate sono in ritardo di pagamento.

In particolare, la situazione è più grave per tre istituti bancari sull'orlo del fallimento: Banca delle Marche, la Cassa di Risparmio di Ferrara (Carife) e la Banca dell'Etruria. Quest'ultimo è pure un caso politico spinoso perché vi era vicepresidente il padre del ministro Maria Elena Boschi. Tale istituto, per le difficoltà in corso, è commissariato da febbraio. Gli importi che per ora sono venuti in luce sono di un miliardo per la prima, 370 milioni per la seconda e 300 milioni per la terza. Non una cifra impossibile in totale, se potesse intervenire lo Stato. Ma, grazie alle stupide condizioni dei vincoli europei, non può intervenire. Potrebbe farlo la Banca d'Italia, ma anche questa non può, se non specificatamente autorizzata dalla Bce. E se interviene la Bce, allora interviene la Troika, che tanti danni ha già fatto in Grecia.

Tutti voi ricorderete che dopo lo scoppio della crisi greca nel 2010 c'è stata la crisi delle banche di Cipro. In quell'occasione per la prima volta vennero applicate le nuove norme, che prevedono il salvataggio delle banche con la partecipazione dei correntisti, il cosiddetto "bail-in". Ma quella è stata una situazione di emergenza, nella quale furono approntati strumenti straordinari, non replicabili. Quest'anno invece è stata introdotta una nuova normativa a livello europeo (la famosa Unione bancaria è proprio questa normativa, che impedisce agli stati di intervenire e permette alla Bce di intervenire per far pagare a noi!), che diventerà operativa dal primo gennaio 2016.

Quindi sembra che vi sia il pochissimo tempo da qui fino alla fine dell'anno per trovare una soluzione, cioè trovare sul mercato quella liquidità necessaria a una ricapitalizzazione degli istituti. Perché altrimenti dal primo gennaio la Bce potrà intervenire ordinando una ricapitalizzazione o la chiusura degli istituti in questione (con ritiro della licenza bancaria, per mancanza di rispetto dei parametri bancari imposti, sempre più stringenti con le nuove normative) e quindi imponendo il pagamento degli scoperti prima agli azionisti, poi agli obbligazionisti, infine ai correntisti. Quindi chi avrà depositato i propri soldi in quegli istituti, con le nuove regole potrà vedere prosciugato il proprio conto per salvare la banca dal fallimento. Come al solito, si salva la banca e a pagare saremo noi. Oppure la banca sparisce con tutti i nostri soldi.