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Economia e Finanza

MANOVRA 2015/ Così l'Italia può avere il suo reddito minimo di cittadinanza

Pier Carlo Padoan (Infophoto)Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Nella proposta di Boeri, il reddito minimo si otterrebbe attraverso una redistribuzione con dei tagli sulle pensioni molto alte, mentre le altre proposte sarebbero più costose. Quella della sinistra Pd costerebbe 7 miliardi di euro in tre anni, quella dell’M5S invece 14,9 miliardi l’anno. Bisognerebbe quindi ragionare un attimo sul modo di arrivarci. Deve essere però un obiettivo del governo, anche per sostenere i consumi e per avere una maggiore coesione sociale.

 

Lei in concreto come applicherebbe il reddito di cittadinanza?

Teniamo conto del fatto che in Italia esiste un sussidio di disoccupazione, e che quindi il reddito di cittadinanza sarebbe una misura in più che attua anche una forma di redistribuzione pensionistica. Va quindi a coprire in parte quelli che non sono disoccupati. Dobbiamo andare verso un meccanismo universale che valga non solo per chi è nell’età da lavoro, ma anche per le persone in pensione che sono però al di sotto della soglia di povertà. Una soglia che in Italia è pari a 870 euro al mese, ma che se prendiamo il single che vive nelle aree metropolitane è un po’ più bassa.

 

Lei prima parlava di un taglio delle tasse da introdurre in modo più progressivo. In pratica come lo farebbe?

Eviterei di esentare dalla tassa sulla prima casa il 5-10% dei più ricchi, mentre si potrebbe consentire di detrarre fiscalmente le spese per i mutui. In questo modo l’aliquota risulterebbe molto più progressiva.

 

Che cosa ne pensa dello scontro tra governo e Regioni sui tagli alla sanità?

Nella sostanza c’è un bene molto prezioso, la sanità, che va salvaguardato. Non dimentichiamo che oggi per qualunque ultrasessantenne la spesa sanitaria può volere dire anni di vita in più. La possibilità di fare analisi aggiuntive spesso fa la differenza tra sopravvivere o meno. E’ un tema molto delicato rispetto a cui va fatta una valutazione d’impatto che guardi non solo all’andamento del Pil, ma anche a benessere e aspettativa di vita delle persone.

 

(Pietro Vernizzi)

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