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BANCHE & FINANZA/ Becchetti: "Bcc essenziali per rilanciare il credito"

Pubblicazione:mercoledì 11 novembre 2015

Alessandro Azzi, presidente Federcasse (Infophoto) Alessandro Azzi, presidente Federcasse (Infophoto)

L’autoriforma del credito cooperativo va nella giusta direzione per due motivi. Nella forma e nel processo perché piuttosto che eliminare una specie bancaria per decreto del mercato si è giustamente deciso di rafforzarla. Nella sostanza perché nel processo concentrato tra organizzazione di categoria, Banca d’Italia e governo si sono rinforzati tre punti fondamentali. Si è aumentata la capacità di attrarre capitali sui mercati con la creazione di un gruppo con una holding spa controllata dalle Bcc e partecipata dalle stesse a maggioranza. E si sono fissate regole di governance severe per evitare che si ripetano in futuri gestioni locali poco virtuose muovendo verso un modello che ci avvicina agli esempi di numerosi paesi come Francia, Olanda, Finlandia e Canada. La globalizzazione è oggi anche e soprattutto competizione tra territori che devono diventare piattaforme in grado di attrarre flussi di capitali, di idee e di risorse valorizzando il loro genius loci, i loro vantaggi competitivi non de localizzabili rappresentati dalla ricchezza della loro storia, geografia, capacità d’innovazione, capitali umano e sociale. E banche forti di territorio sono fondamentali per accompagnare questo processo.

 

La finanza di mercato continua ad avere come orizzonte strategico il breve termine, il credito cooperativo insiste sul lungo respiro.

La globalizzazione richiede oggi di anche di aumentare il peso dei capitali pazienti rispetti ai capitali supersonici che si sfidano in effimere guerre stellari a colpi di algoritmi neutrali nel trading ad alta frequenza aumentando le fibrillazioni dei mercati. Proprio come nel caso del riscaldamento climatico dove gli choc e la calamità aumentano di frequenza e intensità producendo vittime e costringendoci ad aumentare spese di carattere difensivo ed assicurativo. E’ inportante che il l processo di riforma arrivi dunque presto a compimento con una preoccupazione fondamentale. Se esso si concluderà nelle sue dinamiche presenti e future nella costruzione di un’altra grande banca massimizzatrice di profitto avremmo tradito le sue finalità distruggendo preziosa biodiversità bancaria e togliendo un sostegno preziosissimo ai territori e alle piccole e medie imprese del nostro Paese. Per questo appare essenziale il bilanciamento dei poteri tripolare tra singole Bcc la holding Spa e le Federazioni di categoria che vigilano sul rispetto della mission. Si tratta di una parità essenziale.

 

(Antonio Quaglio)



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