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FINANZA/ Perché l'Italia "rinuncia" a pagare meno tasse?

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Le faccio un esempio. In Italia esistono 68 università statali, molte delle quali fanno tante cose male, e questo va essenzialmente a svantaggio delle classi meno abbienti. Se noi avessimo meno università e potessimo finanziare un programma di borse di studio, offriremmo un servizio migliore agli italiani.

 

Che cosa rischiamo nel medio-lungo periodo senza una spending review seria?

Quest’anno stiamo aumentando il disavanzo, e quindi il debito pubblico sicuramente aumenterà. Il governo spera che la crescita di Pil e inflazione porti a una riduzione del rapporto debito/Pil nel 2016. È però tutto da vedere, perché non è affatto detto che le previsioni governative si verifichino.

 

Quali potrebbero essere le conseguenze?

Noi continuiamo a essere costantemente vulnerabili per il debito che ci portiamo appresso. Basta uno stormir di fronde perché l’Italia si ritrovi in una situazione difficile. Lo ha capito benissimo la Bce, che non a caso ci aveva invitato a usare i soldi risparmiati sugli interessi per ridurre il debito. Il governo però non ha voluto ascoltare, e anche questo non è casuale: a un governo socialdemocratico piace molto la spesa pubblica.

 

(Pietro Vernizzi)

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