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SPY FINANZA/ Le "strane combinazioni" sugli attentati di Parigi

Pubblicazione:lunedì 16 novembre 2015

Abu Bakr al Baghdadi, leader dell'Is (Infophoto) Abu Bakr al Baghdadi, leader dell'Is (Infophoto)

E tu guarda le combinazioni: proprio in questi giorni il presidente iraniano, Hassan Rohani, doveva essere a Parigi e Roma, nell’ambito di incontri internazionali per la normalizzazione dei rapporti tra Iran e Occidente dopo l’accordo sul nucleare. Dopo l’attentato di Parigi, visita annullata. In tre capitali del mondo penso che ci sia gente che non stia affatto piangendo per questa fortuita coincidenza. Ci sono poi i mercati, molto sensibili all’instabilità geopolitica e al terrorismo: ieri le Borse mediorientali - aperte la domenica - sono andate tutte a picco, soprattutto Dubai (-3,7%), Riyad (-2,6%) e il Cairo ai minimi da due anni, facendo presagire un lunedì nero per tutte le altre. Accidenti, rischio bagno per molti investitori. Ma non per tutti, perché come mi ha fatto notare un amico che lavora sui mercati finanziari e come ci mostra il primo grafico a fondo pagina, tra giovedì e venerdì scorsi, all’improvviso, i grossi operatori (le cosiddette mani forti, in rosso nel grafico) sono corsi a smobilizzare i loro grossi volumi in ingresso sul Ftse-Mib. Eppure fino al giorno prima avevano spinto al rialzo la Borsa e con volumi notevoli, basti vedere il top della linea rossa: ma tu guarda un po’ le casualità, proprio poco prima degli attacchi terroristici. Un caso, però con un precedente grosso come una casa, ovvero la vendita di opzioni call sui titoli della linee aree interessate dagli attacchi dell’11 settembre poco prima che questi avvenissero. Coincidenze, casi. O, semplicemente, dati di fatto e domande che vi lascio come esercizio di libera interpretazione e libera informazione, senza certezze, né accuse verso alcuno.

Una cosa però è certa dalla messe di dati e avvenimenti che ho messo in fila: l’attentato di Parigi ha cambiato gli equilibri geopolitici e fatto comodo a molti. Vi lascio con le parole profetiche del presidente siriano Bashar al-Assad, rilasciate nel corso di un’intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, giugno 2013: «Se gli europei consegneranno le armi ai terroristi, il cortile d’Europa si trasformerà in un terreno propizio al terrorismo e l’Europa ne pagherà il prezzo». Eh già, 129 morti e 352 feriti sono un prezzo salato. Anzi, mi preme dirvi ancora una cosa: l’uomo ritratto nella foto a fondo patina è Qasem Soleimani, generale delle Guardie della Rivoluzione iraniane, quindi un filino islamico. Combatte l’Isis in prima linea in Iraq e in Siria ed è stato il protagonista della liberazione di Nostra Signora dell’Assunzione ad Aleppo, di cui - una volta scacciati i barbari - ha voluto far suonare le campane. Così, tanto per dirlo alle tante Fallaci e ai tanti Belpietro in libera circolazione in queste tragiche ore.

 

 



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