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SPY FINANZA/ Così l'Isis "fa saltare" l'austerità dell'Europa

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Un tono che si presta, quindi, facilmente a interpretazioni, ma che rende esplicito il rischio potenziale di "non conformità" della legge di stabilità del governo italiano per il prossimo anno. Tuttavia, le dichiarazioni di Bruxelles danno implicitamente il via libera ai capitoli di flessibilità con l'esercizio della clausole legate alle riforme e agli investimenti, più volte evocate dal governo come motivo dello scostamento nel rientro del deficit. Da parte sua, la Commissione Ue ha ricordato che continuerà a esercitare un attento monitoraggio, specialmente sull'Italia, dove il percorso delle riforme è stato finora positivo, ma che necessita ancora di essere perfezionato. Inoltre, in favore dell'Italia giocano gli sgravi contributivi previsti dal Jobs Act, una manovra che accoglie in parte le raccomandazioni specifiche sul Paese. Tuttavia, da Bruxelles hanno voluto sottolineare che la flessibilità invocata sulle regole di bilancio non può essere utilizzata per finanziare il taglio delle tasse sulla casa, vera tegola sulle speranze elettorali di Matteo Renzi, ma vedrete che si troverà modo di mediare nel nuovo regime dell'emergenza che ha come unica stella polare la lotta all'Isis. Non a caso, viviamo in un mondo dove i terroristi sono sull'uscio di casa, ma le Borse salgono e lo spread resta fermo: meraviglioso! 

E a confermare che di spiragli in futuro ce ne saranno, ci ha pensato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis: «Essendo già stato concesso lo 0,4% la scorsa primavera, la richiesta riguarda ora uno 0,1% aggiuntivo ma anche un altro 0,3% per gli investimenti e lo 0,2% per le spese eccezionali per l'emergenza profughi». Vuoi che per mettere mano all'emergenza profughi e contestualmente aumentare la sicurezza in vista del Giubileo della misericordia non si vada un po' più in deficit? Sicuramente e visto che alla Francia si è detto sì, vogliamo questionare sulla sicurezza del Santo Padre e di qualche milione di pellegrini? Non sia mai. E infatti lo stesso Pierre Moscovici ha dichiarato che »lo scambio è costante con il governo italiano, siamo d'accordo che servono riforme importanti e di qualità per far tornare la crescita in Italia. L'obiettivo è verificare entro la primavera quali misure saranno state realizzate». Latte e miele in quantità quasi da crisi glicemica: «In questa fase non è possibile dire che il bilancio italiano per il prossimo anno rispetti i criteri del patto di stabilità e crescita, né se le riforme fatte e le spese sostenute per i migranti rendano possibile concedere la flessibilità richiesta». 

Ma non basta, perché per quanto riguarda gli altri Paesi, la Spagna potrebbe essere la principale beneficiaria di questo momento di estrema manica larga in ossequio al pericolo di Daesh, una manna politica per Mariano Rajoy. Stando alle stime della Commissione Ue, infatti, il Paese iberico non riuscirà a rispettare né il tetto di deficit, né gli obiettivi di consolidamento fiscale. E in quest'ottica la Spagna potrebbe tornare in acque agitate, qualora fosse necessaria una nuova tornata di tagli per rientrare nei parametri, anche in vista delle elezioni di dicembre, nelle quali il primo ministro, Mariano Rajoy, dovrà affrontare il verdetto degli elettori tentati da partiti anti-austerità come Podemos. E se la dottrina del "prima di tutto, la sicurezza" permettesse a Rajoy di mettersela per un po' in saccoccia quell'austerity, depotenziando Podemos senza nemmeno fare troppa fatica? E se lo stesso accadesse in Italia con la minaccia dei Cinque Stelle? 

Pensateci, perché casualmente proprio ieri la Grecia ha definito un accordo con Ue e Fmi su una serie di misure per il risanamento dei conti pubblici che consente di sbloccare già venerdì una tranche da 12 miliardi di euro nell'ambito del pacchetto di aiuti ad Atene. L'annuncio è arrivato dal ministro delle finanze greco, Euclide Tsakalotos, al termine della maratona negoziale: «Abbiamo trovato un accordo su tutto, comprese anche le 48 misure preliminari». Cioè, una storia che va avanti da almeno quattro anni e che quest'estate stava per far sprofondare Atene nel baratro per questioni di virgole, ora viene risolta in 48 ore e con tutti felici? Non ditemi che credete anche voi alla balla in base alla quale l'accordo sarebbe stato possibile grazie ai dati sul Pil di Atene che hanno mostrato come l'economia abbia resistito meglio delle attese nel terzo trimestre, grazie anche al contributo della buona stagione turistica?