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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Così l'Isis "fa saltare" l'austerità dell'Europa

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Anche perché il Prodotto interno lordo è calato dello 0,5% trimestre su trimestre rispetto a una contrazione attesa dell'1,0% e il Pil dovrebbe scendere dell'1,4% anno su anno nel 2015 e dell'1,3% nel 2016! Cosa c'è da festeggiare con un accordo che non si sia già visto nelle dinamiche passate? Tanto più che quei 12 miliardi che verranno sborsati venerdì non saranno sufficienti nemmeno a coprire i costi della ricapitalizzazione delle banche, fissati a 14 miliardi! E attenti, perché quanto accaduto a Parigi potrebbe non impattare solo sulla disciplina economica dell'Unione, ma essere il prodromo a un altro reload della strategia Usa di lotta al terrore, ovvero la nascita di un Patriot Act europeo. Parlando a Versailles, Hollande ha infatti detto che bisogna «fare evolvere la nostra Costituzione per fare in modo che il nostro stato di diritto possa far fronte alle minacce terroristiche». 

In sostanza, si tratta di modificare due articoli della Carta costituzionale: l'articolo 16, relativo ai poteri straordinari del presidente della Repubblica francese in caso di minacce a istituzioni, indipendenza ed esecuzione degli impegni internazionali e l'articolo 36, relativo appunto allo stato di guerra. La proposta di Hollande - che si basa su un'idea di Edouard Balladur - consiste nell'integrare lo stato d'emergenza nell'articolo 36, senza che per questo sia previsto un trasferimento di poteri all'autorità militare come avverrebbe potenzialmente oggi mantenendo la Costituzione invariata. Insomma, Francois Hollande chiede al Parlamento di garantirgli l'avocazione di poteri assoluti in uno stato di emergenza ma evitando lo sviluppo naturale che quest'ultimo avrebbe nel regime costituzionale francese odierno, ovvero una di fatto giunta militare a guida del Paese. È normale, Hollande sa che non c'è quella necessità, sa che è fuori dal mondo arrivare a un regime di salute pubblica al limite del dittatoriale e allora gioca la carta della riforma costituzionale, per vedersi garantiti poteri assoluti sul Parlamento e sulle forze armate. 

Lui, l'uomo che non è riuscito nemmeno a mantenere segreta una relazione extraconiugale, vuole porsi a vertice unico della difesa del Paese, soprattutto dopo le figuracce collezionate dai suoi servizi segreti non solo negli attacchi contro Charlie Hebdo e contro il Bataclan, ma anche nei mesi intercorsi, con errori su vigilanza e identificazione degni davvero dell'ispettore Clouseau: non una sola testa è saltata ai vertici, a dimostrazione del valore del politico Hollande. Vedrete che invece ce la farà e anche in questo caso, come nella fattispecie della maggiore flessibilità sui bilanci, sarà Mariano Rajoy a beneficiarne, visto che ci vorrà poco a far passare come minaccia alla stabilità e alla sicurezza del Paese la scelta dei catalani di secedere, in un momento in cui bisogna invece stare uniti contro Daesh. Stessa questione varrà per i baschi. 

Ma non è tutto, perché Hollande chiede anche espulsioni più facili per i sospettati e la possibilità di revocare la cittadinanza ai condannati per terrorismo, nonché nuovi mezzi per polizia e magistratura, oltre al prolungamento dello stato d'emergenza per altri 3 mesi. Insomma, uno Stato di polizia rigidissimo e quasi orwelliano a fronte di politiche economiche che diventano più lassiste in nome dell'emergenza. Quale? Questo grafico dell'Economist ci mostra come negli ultimi 14 anni gli attacchi terroristici in Europa abbiano aumentato la loro intensità, ma ci mostra anche come ai tre picchi di vittime legate al fondamentalismo islamico a Madrid, Londra e Parigi, si vada ad associare la strage norvegese a Oslo e sull'isola di Utoya del 2011, perpetrata da un cittadino norvegese che univa il cristianesimo alla massoneria al suprematismo bianco, cioè uno psicolabile.