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SOLDI ALL'ISIS/ Turchia e Arabia Saudita finanziatori occulti degli attentati

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Recep Tayyip Erdogan (Infophoto)  Recep Tayyip Erdogan (Infophoto)

Si tratta di privati per modo di dire, perché in un Paese come l’Arabia Saudita la distinzione tra pubblico e privato è molto sottile.

 

Da quali altri Paesi vengono i finanziamenti all’Isis?

Dal Qatar e dagli altri Paesi del Golfo. Ma non escludo affatto che vengano anche da Europa e Turchia. Anche se i Paesi che fanno la parte del leone sono Arabia Saudita e Qatar.

 

Quanto sono numerose le persone, magari anche non benestanti, che erogano piccole somme di denaro all’Isis?

Difficile dirlo. Ritengo però significativo che ieri, durante il minuto di silenzio prima dell’amichevole in uno stadio turco, ci sia stato un gran numero di persone che si sono messe a fischiare. Una parte importante dell’opinione pubblica dei Paesi musulmani moderati non vede l’Isis di cattivo occhio, anzi vi identifica una sorta di rivincita nei confronti dell’Occidente.

 

Sul piano finanziario l’Isis come gestisce le sue risorse?

L’Isis è estremamente moderno per quanto riguarda le armi, la comunicazione di massa e il consenso. Ma è estremamente arretrato dal punto di vista dell’organizzazione statale che di fatto non esiste, o esiste in modo estremamente blando. Non pensi quindi a un governo e a una banca centrale, tutto è molto più semplice e barbaro.

 

(Pietro Vernizzi)



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