BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ Così la guerra all'Isis "aiuta" Wall Street

Infophoto Infophoto

La stessa Bloomberg ha fatto notare come 11 delle 15 società non finanziarie che hanno speso maggiormente in buybacks lo scorso anno vedevano le retribuzioni di Ceo e manager legate proprio all'utile per azione o al total return per gli azionisti. Insomma, dividendi e stipendi alle stelle, questo nonostante il calo delle vendite ad esempio per le grandi catene come Wal-Mart, le quali hanno presentato risultati di esercizio non proprio brillanti. E lo scenario più inquietante è rappresentato dal primo grafico a a fondo pagina, dal quale si evince che a partire dal 2000 ogni singolo dollaro ottenuto dalle aziende quotate Usa attraverso le emissioni di debito è stato utilizzato per buybacks! Di più, nei fatti la correlazione è quasi perfetta a partire addirittura dal 1990. 

Guardate però gli andamenti 2005-2008 e 2010-2015: bolla totale e come sia andata a finire nel primo caso, al netto dei subprime, lo sappiamo tutti. Ora però i buybacks stanno calando, ma il debito, proprio come mostra il grafico, è ai massimi di tutti i tempi. A Wall Street piace proprio scherzare col fuoco pur di far soldi, ma questo accade quando si sa che la musica sta per fermarsi sul ponte del Titanic e allora le scommesse salgono, quasi un "last hurrah" prima della resa dei conti. E il secondo grafico ci mostra come il grado di esposizione alle leva sia per l'investment grade che per l'alto rendimento oggi sia ai massimi storici: non dovevano avere imparato la lezione? 

Ma andiamo avanti e razionalizziamo il dato dell'aumento di debito totale dal 2007 a oggi di cui abbiamo parlato prima: come può essere accaduto? 

Primo, il sistema finanziario e ormai anche economico attuale, il modello di sviluppo in cui viviamo, si basa sul debito e questo grazie anche alle politiche criminali della Banche centrali post-crisi. E il debito cosa fa? Annulla il concetto di rischio e amplifica quello di azzardo morale, facendo da leva al mal-investment che porta il ciclo economico dal boom al bust: è la teoria della Scuola austriaca, l'unica in grado di spiegare il delirio in cui siamo precipitati. Ma siccome il settore privato non è stupido, è avido ma non stupido, cosa ha fatto in questi sette, otto anni? È tornato a fare, anche peggio, quanto aveva fatto prima della crisi ma prendendo delle precauzioni, ovvero traendo profitto proprio dall'innalzamento dei debiti sovrani. Come? Scommettendoci contro, come ci spiega il terzo grafico, il quale ci mostra l'andamento dei credit default swaps sovrani rispetto a quelli corporate finanziari dal giugno 2007 al marzo di quest'anno: i primi si impennano, i secondo calano. Trasferimenti di rischio, anche perché i credit default swaps altro non sono che strumenti derivati di protezione dal rischio di controparte, ovvero io temo che tu possa andare a zampe all'aria e allora mi copro con i cds. Questo anche se non detengono, ad esempio, titoli di debito italiano o francese o greco o titoli azionari dell'azienda x oppure y: posso acquistare cds su questi assets anche senza detenerli come sottostante nel mio portafoglio azionario. Di fatto, un assicurazione contro l'incendio della casa del tuo vicino: se sei di tuo un po' criminale o se sei alla canna del gas, la tentazione di appiccare il fuoco ti viene. 

Bene, con il fondamentalismo islamico si è fatto un po' lo stesso: lo si è creato, addestrato, armato e blandito finché serviva agli scopi geopolitici che vi ho raccontato ormai mille volte, soprattutto quando parlo di petrolio. Ma arriva il momento in cui Frankenstein impazzisce, esattamente come fece Al Qaeda, va fuori controllo e diventa un guaio, perché 130 persone a Parigi ci lasciano la pelle. Allora, solo allora, si decide di intervenire, di dar vita a coalizioni che scomodano addirittura il precedente della lotta contro il nazismo: quanta gente è morta prima per mano di Daesh, senza che nessuno muovesse un dito? Senza che addirittura se ne parlasse? 

 

 

 


COMMENTI
19/11/2015 - miliardi e triliardi (Fabrizio Terruzzi)

Bottarelli mi pare che ci sia una gran confusione ma miliardi e triliardi, le cifre esposte non sono coerenti. L'economia mondiale sarebbe un decimo del valore dei derivati otc ? Quindi = 7 x 10^13 (e mi pare giusto). L'aumento dei debiti (2007-14) sarebbe pari a 57 triliardi? Ovvero = 57 x 10^21 !! Veda un po' lei. Fabrizio