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SPY FINANZA/ Così la guerra all'Isis "aiuta" Wall Street

Pubblicazione:giovedì 19 novembre 2015

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Gli ultimi due grafici vi aiuteranno a capire. Il primo ci mostra come il grande salto di qualità del terrorismo salafita a livello di reclutamento sia stato nel 2010, in perfetta corrispondenza con quelle "primavere arabe" volute e finanziate da Dipartimento di Stato Usa che si sono rivelate una vera e propria sciagura. Per il mondo intendo, mentre per chi aveva bisogno di destabilizzare sono state una manna: pensate che nel 1988 i gruppi impegnati nel jihad erano 3, stando a dati della Rand Corporation, mentre nel 2013 erano già 49. Ed ecco l'infografica più importante, quella che mostra al mondo come il Re dell'ipocrisia sia nudo e come questa guerra permanente che stiamo scatenando in reazione ai fatti di Parigi e alla minaccia globale di Daesh sia una clamorosa e interessata strumentalizzazione (di un problema reale) per coprire la crisi economico-finanziaria che stava arrivando e che ora si cercherà di tamponare con il moltiplicatore del Pil per eccellenza, le spese militari e con un bell'addio alle politiche di rigore per gli Stati. 

Si tratta del Global Terrorism Index stilato dall'Institute For Economics&Peace, dal quale scopriamo che nel 2014 il terrorismo internazionale ha toccato il suo picco massimo di violenza, colpendo per 13.370 volte in 93 nazioni e uccidendo 32.658 persone, il 78% delle quali concentrate in soli cinque Paesi (e, come vedete, le macchioline sugli stati di Usa ed Europa ci indicano che non sono tra quelli). Si tratta di un +80% rispetto al 2013, mentre il numero di Paesi che ha registrato più di 500 morti per attacchi terroristici è salito del 120% rispetto all'anno prima. Perché solo ora si parte lancia in resta? Perché fino a ieri Putin era un reietto e adesso sembra Mister Wolf di "Pulp fiction"? Forse perché lorsignori sanno che il momento della verità, ovvero il primo rialzo dei tassi da parte della Fed, stava arrivando davvero stavolta (altrimenti la favoletta e la narrativa dell'economia Usa a traino del mondo sarebbero cadute come un castello di sabbia e l'instabilità globale avrebbe contagiato i mercati) e avendo raccontato balle negli ultimi due anni sulla ripresa si trovavano senza argomenti per giustificare l'ecatombe che incombeva. 

Pensate che con un rischio sistemico e globale simile la Fed alzi i tassi, oltretutto con il dollaro già forte e la Bce che a dicembre amplierà il Qe, portando potenzialmente l'euro a parità sul biglietto verde? Paradossalmente potrebbe invece servire ancora un po' di stimolo monetario per sostenere l'impegno bellico, soprattutto visto che l'anno prossimo gli Usa sono chiamati a eleggere il loro nuovo presidente e Wall Street ha un bel potere di lobbying. Detto fatto, grazie a Daesh e all'improvvisa sua insorgenza violenta nel cuore d'Europa, si può accantonare la spada di Damocle della normalizzazione monetaria mondiale e si può permettere a Wall Street non solo di non andare zampe all'aria, ma di macinare ancora un bel po' di soldi, anche se questo costerà migliaia di vite umane. 

Pensateci, nessuno parla delle corrispondenze temporali tra stato dell'economia e livello della minaccia del terrorismo: eppure mi pare di avervi dimostrato che se non combaciano perfettamente, poco ci manca. E sapete perché nessuno lo fa? Perché alla fine, per quanto ci sentiamo persone buone, non abbiamo intenzione di rinunciare al cambio di iPhone ogni sei mesi, follia che permette all'azienda di Cupertino di decidere da sola l'andamento di Wall Street: fanno telefoni, non vaccini contro malattie mortali. Diciamocelo, finché non sapremo rinunciare a questo modello di sviluppo e di sistema finanziario, non stracciamoci le vesti per i morti e non mettiamo bandierine francesi su Facebook, perché proprio il titolo del social network è un altro dei dieci che da soli reggono l'indice Standard&Poor's 500 e hanno introitato profitti pari alle perdite delle altre 490 aziende quotate da inizio anno a oggi! 

E non lo dico in nome di qualche peloso rigurgito di pauperismo, sono un liberale e un liberista convinto, ma proprio per questo dico che Wall Street e il sistema finanziario in genere oggi sono l'antitesi del libero mercato: truffare, perché di questo si tratta, non è capitalismo, è soltanto criminalità imbellettata e legale. Non siate ipocriti, se questo è il mondo che volete e a cui non sapete rinunciare, paradossalmente e in un ossimoro macabro, dovete ringraziare l'Isis che forse vi eviterà di vivere un 2008 al cubo che potrebbe davvero azzerare molte dinamiche andate fuori giri da anni. Io, almeno, la penso così. Ma sicuramente avrà ragione Matteo Salvini.

 

 



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COMMENTI
19/11/2015 - miliardi e triliardi (Fabrizio Terruzzi)

Bottarelli mi pare che ci sia una gran confusione ma miliardi e triliardi, le cifre esposte non sono coerenti. L'economia mondiale sarebbe un decimo del valore dei derivati otc ? Quindi = 7 x 10^13 (e mi pare giusto). L'aumento dei debiti (2007-14) sarebbe pari a 57 triliardi? Ovvero = 57 x 10^21 !! Veda un po' lei. Fabrizio