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Azioni Poste Italiane/ In Borsa chiudono con +1,54% a 6,6 euro (oggi, 2 novembre 2015)

Pubblicazione:lunedì 2 novembre 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 2 novembre 2015, 17.34

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AZIONI POSTE ITALIANE (aggiornamento ore 17:30) Prima seduta della settimana positiva per le azioni di Poste Italiane, che chiudono la giornata in Borsa con un +1,54%, che porta il titolo a 6,6 euro netti. In giornata le azioni hanno anche sfiorato il 6,65 euro. Rispetto a venerdì, è aumentato il numero di scambi sul titolo (quasi 7.000), ma i volumi e il controvalore sono risultati in ribasso. AZIONI POSTE ITALIANE (aggiornamento ore 14:00) Piazza Affari guadagna terreno e anche Poste Italiane, che sale dell'1,4% a quota 6,59 euro ad azione. Durante la mattina è stata anche superata la soglia dei 6,6 euro. Il titolo della società di Francesco Caio si sta dunque riavvicinando al prezzo di collocamento, che era pari a 6,75 euro. AZIONI POSTE ITALIANE (aggiornamento ore 9:30) La giornata di Poste Italiane in Borsa appare poco mossa, con il titolo che continua a prezzare intorno ai 6,5 euro. Vedremo se in corso di giornata riuscirà a salire ulteriormente. Intanto lunedì prossimo ci sarà la presentazione della trimestrale al 30 settembre, con una conference call. AZIONI POSTE ITALIANE Inizia oggi la seconda settimana di quotazione delle azioni di Poste Italiane a Piazza Affari. I titoli della società guidata da Francesco Caio sono chiamati a una riscossa dopo una settimana non proprio esaltante. Il collocamento, avvenuto martedì scorso con un prezzo di partenza di 6,75 euro, è stato salutato come un successo. Ma le azioni hanno perso terreno nei giorni successivi, arrivando persino a sfiorare i 6,4 euro, chiudendo poi venerdì a quota 6,5 euro. Il prezzo massimo toccato è stato di 6,95 euro, ma ciò è avvenuto nei primi minuti successivi al debutto sul listino milanese. Se dunque il ministero dell’Economia e delle Finanze può con soddisfazione dire di aver raggiunto il suo obiettivo di proventi derivanti dalle privatizzazioni proprio grazie all’Ipo di Poste Italiane, gli azionisti hanno meno motivi per essere contenti.

Così come alcuni sindaci dei comuni di montagna del Friuli che temono che il piano dell’azienda che prevede l’utilizzo del postino telematico sia l’anticamera per la chiusura di uffici postali. L’azienda, come riporta Il Messaggero Veneto, ha spiegato che il postino dotato di palmare, stampante e pos, per effettuare operazioni a domicilio sarà d’aiuto ai cittadini. Tuttavia, il sindaco di Maniago e commissario della Comunità montana del Friuli occidentale, Andrea Carli, ritiene che il sistema non è adatto alle zone montane, specie alla popolazione over 65. 



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