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MERCATI & RISPARMIO/ Il gestore? Oggi è più timoniere nella nebbia che scalatore

Il gestore di Borsa cerca nuove bussole Il gestore di Borsa cerca nuove bussole

La situazione dell’alpinista che sale le vette guadagnando una chiara visione dell’obiettivo e del suo contorno, rispetto all’ appassionato di mare che si trova a navigare immerso in un banco di nebbia, possiamo ritrovare gli operatori sui mercati più vicini alla metafora marina che a quella alpinistica. Il professionista che oggi si trova immerso in una nebbia che non lascia capire molto, sa di dover accettare cosa la realtà gli presenterà a volte a sorpresa (alea maggiormente rilevante), gode però ancora della disponibilità dei tradizionali strumenti che lo guideranno fuori dalle nebbie (l’orizzonte temporale si deve necessariamente dilatare, per il navigante che deve uscire dalla zona a bassa visibilità e per il gestore del risparmio che dovrà attendere più a lungo perché arrivino le conferme alle sue analisi), la bussola e le carte nautiche sono ancora lì, nessuno le ha portate via, nel momento in cui i flussi più importanti sono passati sulla famiglia degli ETF e dei loro parenti, la capacità di utilizzare i vecchi strumenti (analisi fondamentale classica), migliora la redditività attendibile dalla tradizionale gestione dei portafogli.

Uno stile gestionale come quello che i ragionamenti soprastanti iniziano a delineare, ha sicuramente richiamato l’uditorio presente agli insegnamenti di Bruno De Finetti, grande maestro, esplicitamente e più volte richiamato dal professor Franco Moriconi,. Lo stile di gestione da sempre seguito dai migliori professionisti si ispira infatti ai concetti di confidenza, probabilità e coerenza indicati da De Finetti. Le informazioni disponibili per il gestore, valutate nella loro quantità e qualità, determinano il grado di fiducia dello stesso (confidenza e probabilità attese), portando alla conclusione che la qualità delle informazioni e la coerenza nel giudizio loro applicato, sostengono senza dubbio anche la possibile stravaganza di alcune valutazioni (emerge qui il concetto anglosassone dicontrarian, spesso visto come caratteristica distintiva di alcuni operatori di mercato), comunque coerenti all’ obiettivo implicito nella scelta di risparmiare.

Il tema della psicologia comportamentale applicata alla finanza (behavioral finance), argomento non trascurabile quando accettiamo che la irrazionalità nel comportamento sui mercati finanziari è una caratteristica presente sia presso gli operatori professionali che non. L’ accettazione di comportamenti non razionali nell’ affrontare un ambiente a maggiore volatilità porterebbe necessariamente a risultati complessivamente meno soddisfacenti per l’investitore in una lettura fortemente eufemistica, volendo essere più espliciti, dobbiamo ricordare che questo tipo di disattenzione aiuta a garantire la perdita del capitale in tempi abbastanza brevi (parafrasando un insegnamento di Desiata), il lancio della monetina avverrebbe ad un costo patrimoniale molto più alto dell’ alternativa a minore volatilità, comunque non gradita.

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