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MERCATI & RISPARMIO/ Il gestore? Oggi è più timoniere nella nebbia che scalatore

Pubblicazione:lunedì 2 novembre 2015

Il gestore di Borsa cerca nuove bussole Il gestore di Borsa cerca nuove bussole

Nei giorni scorsi si sono ritrovate – in via Luigi Sturzo a Milano – alcune persone che circa venti anni fa nello stesso luogo, sede di Alleanza Assicurazioni, avevano avviato il rinnovamento delle cosiddette "gestioni separate"’, regalando alle stesse altri venti anni di vita, Avevano seguito la via tracciata da Alfonso Desiata, che aveva introdotto le polizze con partecipazione agli utili sul mercato italiano negli anni ’70 dello scorso secolo. L’incontro in viale Sturzo non ha avuto tuttavia alcun intento di rimpatriata, essendo invece un impegnativo appuntamento di professione e impresa, che ha guardato al futuro. Si è trattato della prima convention annuale di Sheltia: una nuova rete di collocamento di prodotti assicurativi, creata per iniziativa di Alberto Maria Maturi. Alla giornata seminariale hanno dato il loro contributo amichevole, fra altri, chi qui scrive (e allega di seguito una propria sintesi); Lorenzo Codogno, già capo-economista del ministero dell’Economia e delle Finanze, e il professor Franco Moriconi, economista dell’Università di Perugia e a lungo collaboratore scientifico di Desiata.

Pubblichiamo di seguito alcuni appunti dalla giornata.

Lo scenario delle economie europee resta difficoltoso, insoddisfacente, ma comunque non privo di elementi prospettici positivi: anche l’Azienda-Italia gode del potenziale di sorprendere, naturalmente in assenza di shock esterni.

La fase di transizione oggi attraversata dall’economia cinese è un fatto, ma i commenti giornalistici sono parsi troppo accesi e preoccupati. Reale appare il rischio “Brexit” (uscita del Regno Unito dalla Ue), non facilmente quantificabile per l’impatto previsto sui mercati.

Al di là dell’ultima comunicazione della Fed (più definita nel mettere in agenda un rialzo dei tassi Usa a dicembre - il percorso seguito negli ultimi mesi dalla banca centrale americana ha reintrodotto livelli di incertezza ai quali i mercati avevano un po’ perso l’abitudine. A cominciare dalla dipendenza delle decisioni da un ventaglio ampio di dati macro.

La più stretta regolamentazione sull’uso del capitale di rischio da parte degli operatori bancari, mostra effetti visibili sullo spessore del mercato secondario: non solo dei titoli di debito emessi da aziende private, ma anche sui titoli obbligazionari di stato meno liquidi o anche semplicemente il debito dei governi periferici europei. La minore liquidità osservata giustifica l’attesa di una maggiore volatilità futura, ulteriormente incrementata da una possibile, anche se modesta e lenta, risalita nei tassi di rendimento dei titoli obbligazionari. Gli effetti prodotti dalla minore liquidità spesso già presenti spiegano in parte il comportamento da ‘gregge’ che abbiamo osservato e che probabilmente continueremo ad osservare, esacerbati da una regolazione più restrittiva, che omogeneizza i comportamenti all’ interno del settore bancario, ma che attira agli stessi anche quelli di altri operatori, tradizionalmente differenzianti (assicurazioni e fondi pensione), che oggi non producono più il beneficio in passato dato dalla presenza di attori chiaramente anticiclici rispetto al prevalente comportamento del mercato.


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