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RIPRESA?/ Italia, una crescita con la data di scadenza

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Già l’anno prossimo l’effetto positivo della decontribuzione non ci sarà più. Riassumendo ci troviamo in una situazione internazionale favorevole di cui stanno beneficiando tutti i Paesi, e lo Stato italiano ci sta mettendo i soldi per gli incentivi alle assunzioni. Insomma, Renzi sta portando avanti un’azione molto spregiudicata per fare credere che le cose vadano bene. In realtà non appena una di queste condizioni verrà meno, ci ritroveremo con i problemi ingigantiti e senza nessun tipo di spazio di manovra. Una disoccupazione all’11,8% con queste condizioni è proprio un indice di quanto sia messa male l’Italia.

 

Ma come si spiega che calino contemporaneamente tanto la disoccupazione quanto gli occupati?

Il disoccupato è quello che cerca attivamente lavoro, mentre l’occupato è quello che lavora. Un 50enne licenziato dall’azienda che rinuncia a cercare lavoro equivale a un occupato in meno senza che la disoccupazione aumenti. La stessa logica vale anche per quanti passano dal lavoro regolare a quello in nero. Tutto ciò documenta il fatto che nel mercato del lavoro italiano c’è qualcosa di veramente malato.

 

A cosa sono legati allora i dati positivi di settembre?

Il calo dei disoccupati dello 0,1% registrato a settembre altro non è che l’onda lunga della stagione turistica che quest’anno è stata particolarmente attiva. Quest’ultima ha creato numerosi posti di lavoro stagionali, ma è tutto da vedere se saranno confermati. Io sono convinto che i dati continueranno a essere positivi fino a dicembre per merito della decontribuzione totale. Dopo di che il vero banco di prova si avrà da gennaio, e suppongo che assisteremo a un “ritorno sulla terra” che costringerà tutti a un maggior realismo.

 

(Pietro Vernizzi)



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