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GUERRA AL TERRORE/ L'Europa (dei burocrati) ha già perso

Pubblicazione:domenica 22 novembre 2015

La sede dell'europarlamento a Bruxelles (Infophoto) La sede dell'europarlamento a Bruxelles (Infophoto)

La differenza di fondo, certo non piccola, è che gli Stati Uniti reagirono come un sol Paese con grande slancio patriottico. Ci furono polemiche e dibattiti infiniti sui pericoli del Patriot Act e anche sugli effetti perversi del lassismo finanziario, ma fondamentalmente gli americani, dalla classe dirigente economica e politica fino ai cittadini comuni, accettarono i sacrifici, persino i limiti alla libertà personale che, come si sa, è un dogma inviolabile della democrazia a stelle e strisce.

Al contrario, l’Europa finora si è mossa in ordine sparso, si è divisa secondo linee nazionali, oppure per gruppi di interesse multinazionali, ma non ha mostrato nessuna capacità di reagire unita a un attacco che viene portato contro tutti, dall’Atlantico agli Urali. Certo, l’Ue non è una federazione, ma in questo caso le istituzioni, gli apparati burocratici, gli stessi strumenti tecnici che consentono di deliberare e agire, passano in secondo piano rispetto alla volontà comune. Può sembrare un’invocazione astratta, ma non è così: sono le scelte quotidiane degli individui a determinate il corso degli eventi.

Dunque, Schengen e Maastricht giorno dopo giorno diventano residui del passato. Senza di loro l’Europa arriverà a disgregarsi sempre di più. A meno che qualche leader preveggente non si ponga già adesso il problema di sostituirli. Un po’ come accadde nel 1944, quando la guerra non era ancora finita e non si sapeva chi avrebbe vinto, eppure i leader del mondo libero si riunirono a Bretton Woods per una conferenza volta a stabilire come si doveva ricostruire la spina dorsale dell’economia mondiale, cioè il sistema monetario.

 Non si vedono all’orizzonte leader di quella tempra. E bisogna dire che nessun soldato Ryan è sbarcato ancora sulle spiagge della Siria. Tuttavia è sempre più chiaro che senza l’ottimismo della volontà il pessimismo della ragione prenderà il sopravvento fiaccando le nostre capacità di reagire.



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