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BANCHE/ Il "catalogo" di Madame Nouy e quei banchieri riuniti a Milano

Pubblicazione:martedì 24 novembre 2015 - Ultimo aggiornamento:martedì 24 novembre 2015, 19.13

Il capo della vigilanza Bce, Danièle Nouy Il capo della vigilanza Bce, Danièle Nouy

E' Bruxelles, non Francoforte a decidere sugli aiuti di Stato: è la Commissione Ue, non la Bce, che sta bloccando il progetto di bad bank che risponderebbe alla "sfida" delle sofferenze bancarie italiane. E' l'esecutivo politico dell'Europa, non il braccio tecnico della vigilanza bancaria, ad aver costretto l'Italia agli affannosi salvataggi bancari dell'ultimo weekend.

Da ieri, purtuttavia, il ghiaccio è (un pochino) rotto fra Nouy e gli acciaccati banchieri di un'inedita tavola rotonda: riuniti nel palazzone centenario della Banca d'Italia di Milano, che gli storici dell'architettura assegnano allo stile "eclettico". Ecco, per le banche italiane sembra proprio l'ora dell'eclettismo: re-inventarsi facendo i conti con il catalogo di madame, ma alla fine anche con i propri gusti, più di quanto si possa pensare. Se non riuscirà a spuntarla a Bruxelles nella "sfida" politico-diplomatica giocata sulla bad bank, anche il governo italiano non avrà piena voce in capitolo sul nuovo risiko. La bandiera della Banca d'Italia - ieri in modo plastico - pare ammainata rispetto al passato sul terreno della politica creditizia. Chi primo arriverà ad annunciare fusioni, acquisizioni, riorganizzazioni "per rispondere alle raccomandazioni della vigilanza Ue" avrà ragione.



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