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FONDAZIONI/ Guzzetti: "Sì ai salvataggi bancari, ma Ue ottusa"

I salvataggi di CariFe, CariChieti e Banca Marche hanno penalizzato le Fondazioni azioniste. Guzzetti (Acri): "Riassetti senza oneri per i cittadini, ma Ue ottusa con l'Italia"

Giuseppe Guzzetti Giuseppe Guzzetti

"L'Acri segue con preoccupazione l'evoluzione del commissariamento delle tre banche di interesse dell'Associazione (CariFe, CariChieti e Banca Marche) anche per i riflessi sulle Fondazioni azioniste e sui territori". Lo dice Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri, l'associazione che raggruppa 88 Fondazioni di origine bancaria. "Le scelte operate dal Governo, dalla Banca d'Italia e dalle banche consentono di mettere in sicurezza il risparmio e i livelli occupazionali, ponendo a carico degli azionisti e dei possessori di obbligazioni subordinate l'onere dell'operazione. Il meccanismo di risoluzione messo a punto, con risorse delle banche italiane, quindi private, rappresenta una strada che consente di tutelare l'interesse dei territori senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini".

Tuttavia, stigmatizza il presidente dell'Acri, "l'ottusità delle autorità dell'Unione Europea ha impedito soluzioni alternative, da mesi proposte dalle istituzioni nazionali, meno onerose e più vantaggiose per le comunità locali e per l'intera collettività, anch'esse senza costi per le finanze pubbliche". L'Associazione "si sta adoperando affinché venga salvaguardata la presenza delle Fondazioni nei medesimi territori e non venga meno il loro sostegno alle comunità di riferimento. È peraltro doveroso precisare che il sistema delle Fondazioni, certamente colpito dalla crisi di alcuni istituti di credito, si presenta comunque solido e continuerà con ancora maggiore vigore la propria benefica azione. Il Protocollo siglato nell'aprile scorso tra Acri e Ministero dell'Economia e delle Finanze, fortemente voluto dalla nostra Associazione, impedirà che altri casi analoghi possano verificarsi in futuro".

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