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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Tre nuovi "indizi" sulla follia dei mercati

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Di più, per Barclays non solo i mercati emergenti - "l'epicentro del sentimento negativo" - stanno ormai risalendo dal baratro, ma la spesa fiscale in Cina è aumentata del 36% in un anno e i governi locali stanno emettendo debito come se non ci fosse un domani! Per la banca d'affari inglese, «un revival della crescita è in partenza e prenderà potenza nel primo semestre del 2016». Lasso di tempo, entro il quale immagino che il board di Barclays abbia deciso di aver alleggerito e non poco le proprie detenzioni equities, avendo magari già resettato al ribasso anche i valori di Var di ciò che resterà a bilancio. 

Non mi serve molto per confermare la mia tesi, solo i primi due grafici che trovate a fondo pagina. Il primo ci dice che, alla faccia del Cape di Barclays, l'indice Standard&Poor's, su basi di cash-flow, oggi è sovra-valutato come al picco della bolla tecnologica. Insomma, non è proprio cheap. Mentre il secondo ci mostra come l'indebitamento a leva sia dell'investment grade che dell'alto rendimento sia oggi al record storico, avendo polverizzato anche i picchi del 2007-2008. Per quanto riguarda la Cina, mi limito all'ultimo grafico, visto che festeggiare - come fa Barclays - per il fatto che ci si stia indebitando è qualcosa che merita un trattamento psichiatrico: questo è il livello di emissioni di bond delle aziende cinesi negli ultimi cinque anni soltanto per pagare gli interessi sul debito già esistente! Sono dei default che camminano! 

Dovrei chiudere qui, ma c'è un'altra cosetta che voglio dirvi, perché il mio amico Paolo Rebuffo - nella sua infinita saggezza - me l'ha fatta notare. Come sapete, con un Consiglio dei ministri durato 26 minuti e convocato di domenica, il governo ha salvato di Banca Marche, CariChieti, Carife e PopEtruria, spacciando questa operazione "di sistema" come a totale carico dei "privati", ovvero banche che salvano altre banche per evitare che scoppi il bubbone. Balle, per due motivi. Primo, il costo per le casse dello Stato si aggirerà intorno al miliardo di euro di mancati introiti fiscali. Direte voi, meglio quel mancato introito che il panico nel sistema bancario. E dite bene, a volte bisogna saper scegliere il male minore. Il problema è che dei 3,6 miliardi prestati dalle banche italiane, 1,6 miliardi avranno la garanzia dello Stato attraverso Cassa depositi e prestiti! Senza contare l'azzeramento del valore delle obbligazioni subordinate in mano ai risparmiatori, carta straccia che non è imputabile tout court all'azzardo morale e al rischio di investimento del singolo cittadino, perché nel caso di Banca Marche la magistratura ha accertato che i clienti venivano obbligati a sottoscrivere bond o comprare azioni per vedersi accordato un prestito o acceso un mutuo. 

A casa mia si chiama ricatto e salvare con soldi anche pubblici, attraverso minori introiti Ires dello Stato e garanzie della Cdp, chi ricatta la povera gente è non solo immorale ma criminale, alla faccia della stabilità del sistema bancario. Tanto vi dovevo, ma voi tenete gli occhi aperti, siamo agli spasmi finali di un mercato rialzista drogato unicamente dalle Banche centrali e di una falsa ripresa basata soltanto sull'indebitamento di massa. Ed è sempre il parco buoi a pagare il prezzo, per primo e quasi in solido. 

 

 

 

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