BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ I 400 miliardi che "spaventano" le banche italiane

Pubblicazione:giovedì 26 novembre 2015

Infophoto Infophoto

Solo a Londra, l'entità norvegese è proprietaria di parte del palazzo Quadrant 3 di Regent Street e della Pollen Estate a Saville Row, acquistata lo scorso anno dalla Church Commissioners: ma non basta, nelle intenzione del Fondo c'è di arrivare a un 15% di portafoglio in investimenti immobiliari, di fatto un asset che garantisce anche un hedge rispetto all'inflazione, se e quando mai risalirà. A lanciare l'allarme sulle mosse della Fed è stata la scorsa settimana proprio la banca svizzera Ubs - un player con 2 triliardi di dollari di assets in gestione -, la quale non solo prevede a breve un aumento dei tassi da parte della Fed, ma anche cinque aumenti entro la fine del prossimo anno, 60 punti in più dei contratti futures e sufficienti per mandare a zampe all'aria un mercato elefantiaco ma ancora prezzato all'era glaciale dei tassi a zero e del Qe perenne. 

Proprio per questa fuga dai bond, si è poi venuta a creare la dinamica di cui parlavamo prima, ovvero la bolla immobiliare in molte città del mondo: la gente scappa dalle obbligazioni sovrane, ma non sa dove investire i soldi, quindi sceglie la vecchia strada del mattone. Calcolate che a Londra i prezzi sono saliti a tal punto che un colletto bianco con stipendio medio-alto impiega 14 anni per poter comprare un bilocale di 60 metri quadrati e non certo a Chelsea o Belgravia o Mayfair. Qualcun altro sta virando verso l'azionario nella classica grande rotazione, soprattutto verso il Giappone dove la Bank of Japan interviene direttamente sul mercato e si è già comprata il 54% del mercato degli Etf: inoltre, entro fine anno dovrebbe implementare gli acquisti e qualcuno si spinge a dire che potrebbe comprare anche singoli titoli trattati sugli indici. 

La manipolazione totale è servita, in un mondo dove la scorsa settimana circa 6 triliardi di titoli sovrani stava tradando con rendimento negativo, con il biennale svizzero a -1,04% e il Bund sempre a 2 anni con yield di -0,4%: il mondo dei pazzi. Di più, i titoli tedeschi e cechi sono negativi fino alla scadenza dei 6 anni, quelli olandesi fino ai 5 anni, i francesi fino a 4 anni e gli irlandesi fino a 3: per Bank of America a livello globale stanno tradando con rendimento negativo titoli sovrani per un controvalore di 17 triliardi di dollari. Il tutto in un ambiente che vede l'inflazione core a livello globale al 2,7%, il massimo da sette anni a questa parte. Insomma, disconnessione totale. 

Attenti a farsi cogliere con la guardia abbassata, perché se anche la Fed non alzerà a dicembre saranno in molti a volerla anticipare dando vita alla rotazione da bond a titoli o a beni immobiliari. E le nostre banche, già campionesse europee di sofferenze, sono sedute su oltre 400 miliardi di controvalore di titoli di Stato italiani. Lo spread, si sa, parte piano ma poi può esplodere in un attimo. E allora, altro che regalino dal Consiglio dei ministri...



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.