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FINANZA E TERRORE/ I 7 "rischi" per l'Italia (e l'Ue)

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Militari presidiano Bruxelles (Infophoto)  Militari presidiano Bruxelles (Infophoto)

1- La pronta e compatta reazione dell’Europa e del mondo occidentale non s’è vista; se va avanti così, gli adepti del Califfo rialzeranno presto la testa, convinti che l’Occidente molle e diviso merita altri colpi mortali.

2- Le tensioni tra Russia e Turchia possono degenerare in una guerra nella guerra, con la Russia in recessione profonda e la Turchia anch’essa in crisi.

3- La Bce dovrà stampare altra moneta e la Federal Reserve rinviare l’aumento dei tassi, ma entrambe le mosse verrebbero interpretate come segni di debolezza.

4- Il prezzo del petrolio sotto i 40 euro comincia a picchiare duro sulle finanze dell’Arabia saudita che sarà spinta a far pressione per un rialzo. Oggi come oggi non ci sono le condizioni di mercato, ma questo braccio di ferro provocherà un’instabilità che dalle materie prime ricadrà anche sulle borse.

5- Nelle economie emergenti continuano le difficoltà attuali, il che provoca un ristagno nella domanda mondiale.

6- Anche la Cina dovrebbe mantenere questo ritmo di crescita modesto rispetto al suo standard, con in più alcuni punti interrogativi di natura geopolitica: continua infatti la tensione nel Mar cinese meridionale per le isole contese che coinvolge Filippine, Vietnam, Corea del sud, la stessa Taiwan, nonostante i primi tentativi di riavvicinamento con la madre patria; mentre il Giappone osserva preoccupato e scalda i motori delle sue navi e dei suoi aerei.

7- Il conflitto con l’Isis investe anche il mondo cibernetico; internet non è sicura, anzi sta diventando l’arena di una battaglia informatica che può persino diventare decisiva. È un altro mutamento di fondo nello scenario al quale eravamo abituati in questi anni. La crisi economica scoppiata nel 2008 non ha inciso sulla grande rete, al contrario ha spinto a potenziarla ed estenderla, rendendo più rapida la penetrazione di internet nei servizi. Adesso le cose potrebbero cambiare. Tutti ormai paghiamo quasi tutto (a cominciare dalle tasse) sul web, un mezzo che può essere hackerato dai terroristi con un effetto clamoroso rispetto al quale le rapine per finanziare i gruppi guerriglieri sono giochi da ragazzi.

L’elenco potrebbe continuare, ma già questo chiarisce che i signori del denaro, i detentori e i traghettatori del capitale, così come le istituzioni economiche e i governi, debbono rapidamente cambiare spalla al fucile e mettere a punto una strategia efficace per far fronte a questi nuovi pericoli.

Lo avranno capito i burocrati di Bruxelles che continuano come nulla fosse a fare i loro compitini passando al setaccio le Leggi di stabilità?



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