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SPY FINANZA/ Gli "incroci pericolosi" per i mercati

Pubblicazione:martedì 3 novembre 2015

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L'indagine di ottobre, hanno spiegato gli esperti di MarkitEconomics, «ha anche mostrato una netta contrazione della media dei costi affrontati dalle aziende manifatturiere, la maggiore da maggio 2013. Questa contrazione è stata la terza consecutiva ed è principalmente connessa ai minori costi delle materie prime, particolarmente quelli dei metalli». Infatti, così come successo a settembre, i produttori manifatturieri hanno in parte trasferito le diminuzioni dei costi sui clienti, scontando i prezzi alla vendita. Anche se modesta, la diminuzione delle tariffe è stata la più netta da febbraio. «Gli ultimi dati pmi hanno mostrato come durante l'inizio del quarto trimestre il settore manifatturiero italiano abbia ripreso vigore», ha commentato Phil Smith, economista di Markit, «con ottobre che ha osservato gli aumenti maggiori della produzione, dei nuovi ordini e dei livelli occupazionali. Secondo le imprese campione è incoraggiante assistere a una ripresa sia del mercato nazionale sia di quello internazionale, che fa presagire una lunga ripresa». 

Infatti, le aziende hanno anche continuato ad aumentare i livelli di produzione in linea con il trend rilevato dallo scorso gennaio ed è aumentata anche la crescita dei livelli dei nuovi ordini ricevuti dai manifatturieri, effetto riconducibile a un rafforzamento della domanda, sia interna sia estera. Inoltre, la ricaduta positiva della crescita degli ordinativi, aumentati per il 34mo mese consecutivo e al tasso più rapido da luglio, ha interessato i livelli occupazionali e gli acquisti che sono a loro volta aumentati in modo da poter sostenere la crescita del carico di lavoro. 

Ma ci sono sorprese. Nello stesso mese è invece sceso leggermente l'indice Pmi manifatturiero tedesco, con l'indicatore che è passato da quota 52,3 di settembre a quota 52,1, risultando comunque superiore alle stime degli economisti che si aspettavano un calo più ampio a quota 51,6. In Francia il settore manifatturiero è stato sostenuto da una crescita degli ordini, la prima da oltre un anno e mezzo: l'indice Pmi manifatturiero è risultato stabile a ottobre a 50,6 punti, in lieve flessione rispetto alla prima stima (50,7 punti), ma la componente dei nuovi ordini si è attestata a 50,2 punti, primo dato positivo da aprile 2014. 

Ha rallentato, invece, la crescita del settore manifatturiero spagnolo, aumentato lo scorso mese al ritmo più lento da dicembre 2013: inoltre, anche la creazione di nuovi posti di lavoro ha frenato la crescita ai minimi di un anno, con l'indice Pmi spagnolo che si è così attestato a 51,3 dai 51,7 punti di settembre. Questo dato si pone però in contrasto con le previsioni degli economisti, che si aspettavano un aumento della crescita con l'indice a 52 punti e anche il sottoindice relativo all'occupazione è sceso a 50,7 dal 52,7 di settembre, ai minimi da ottobre 2014. Cosa vi dicevo qualche settimana fa rispetto al falso miracolo spagnolo? Ora lo dicono anche i dati di Markit, chissà che non siano dei gufi e dei profeti di sventura anche loro come il sottoscritto. 


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