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TASI E SANITA'/ Arrigo: con la manovra il governo fa fallire Comuni e Regioni

Per UGO ARRIGO, con l’abolizione della Tasi sulla prima casa verrà meno quel margine decisionale dei Comuni per fare politiche autonome, mentre i tagli colpiranno anche la sanità

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

L’abolizione della Tasi sulla prima casa compensata dall’aumento della dotazione del Fondo di solidarietà comunale “limita la possibilità di manovra dei Comuni”. Lo afferma un documento del Servizio bilancio di Camera e Senato relativo alla legge di stabilità. I 3,75 miliardi di euro di gettito in meno derivanti da Tasi sulla prima casa, Imu agricola e per gli imbullonati andranno coperti dal governo per evitare che i conti dei Comuni vadano in sofferenza. Di fatto però secondo i tecnici del Servizio bilancio ciò “può determinare un irrigidimento dei bilanci comunali in quanto limita la possibilità di manovra dei Comuni a valere sulle proprie entrate a scapito della voce maggiormente rigida e fissa del fondo in esame”. A finire nel mirino sono anche i tagli alla sanità regionale e il canone Rai nella bolletta elettrica. Ne abbiamo parlato con Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Professore, ritiene che le critiche all’abolizione della tassa sulla prima casa siano condivisibili?

La Tasi era uno strumento che i Comuni potevano usare con qualche margine di flessibilità per reperire risorse. Al suo posto ora ci sarà lo Stato che fornirà agli enti locali risorse della stessa entità. Non è però la stessa cosa, perché un Comune poteva essere incentivato ad attuare una politica di riduzione delle aliquote. Non è neanche chiaro sulla base di quale anno di gettito avverrà la copertura delle risorse.

Quali saranno le conseguenze per i Comuni?

Se io fossi un sindaco non mi fiderei molto di questa promessa da parte dello Stato. Ma soprattutto verrà meno quel margine decisionale per fare politiche autonome: può darsi per esempio che qualche Comune avesse in mente di rimodulare la tassazione locale. Queste osservazioni critiche sono quindi pienamente ragionevoli.

Come valuta invece i rilievi del Servizio bilancio relativi al taglio della sanità regionale?

A maggior ragione li condivido, perché di fatto queste misure sulla sanità sono un taglio di risorse. Dopo di che chi deve garantire le prestazioni sanitarie a livello regionale è lasciato solo. Non si dice come fare per compensare questi tagli, e quindi la risposta più immediata è l’aumento dei ticket, ma anche per questa misura eventuale i margini non sono molto alti, oppure il taglio delle prestazioni che erano garantite dal servizio sanitario e che non lo saranno più.

In che modo si possono tagliare gli sprechi?

Ho sempre sostenuto che sulla sanità è difficile recuperare risorse. In primo luogo, la spesa sanitaria pubblica in Italia è sotto alla media europea. Inoltre, ci sono delle differenze regionali per quanto riguarda la qualità del servizio sanitario, per cui ci sono regioni nelle quali il livello delle prestazioni è piuttosto elevato e altre in cui lo è meno. Ma non si possono togliere risorse alle Regioni dove la qualità della sanità è minore, anzi bisogna incentivarle a usare al meglio le risorse che hanno.

Possibile che non si riescano a ridurre queste disparità?


COMMENTI
03/11/2015 - Questo è il renzismo bellezza! (Carlo Cerofolini)

Perché meravigliarci: questo è il renzismo bellezza, tutto chiacchiere, slide e vuoto riempito con il nulla!

 
03/11/2015 - Tanto i comuni recuperano con altro, lo so! (claudia mazzola)

La mia casa è così piccola che pago la Tasi in proporzione. Comunque non si può succhiare il sangue a chi con tanto sacrificio si è comprato la prima casetta.